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Castelfranco, defibrillatori rifiutati a scuola: è polemica fra M5S e sindaco

Scontro fra il sindaco del Pd Gabriele Toti ed il Movimento 5 Stelle cittadino. Il primo: "Iniziativa strumentale"; i secondi: "Intervenuti poteri politici?"

E' scontro aperto fra il sindaco Pd di Castelfranco di Sotto Gabriele Toti ed il Movimento 5 Stelle. Al centro del contendere l'episodio avvenuto ieri, 17 giugno, in cui sono stati rifiutati da parte di alcuni dirigenti scolastici i defibrillatori regalati dai consiglieri regionali del Movimento, comprati con i soldi delle indennità legate all'attività politica.

Dopo la cerimonia negata è il primo cittadino ad affidare a Facebook la propria posizione: "Almeno ora è chiaro a tutti. L'iniziativa portata avanti in questi mesi dal Movimento Cinque Stelle sui defibrillatori era strumentale e stamani c'è stata la riprova. Donare un defibrillatore poteva apparire un'azione politica discutibile, proprio perché si tratta di un partito, ma che si può comprendere e rispettare. Farlo con il goffo tentativo di mettere il proprio simbolo, quello di un partito politico, soprattutto se in un cartello 70×100, all'interno della scuola, dimostra una meschinità giocata sui più piccoli".

"Da sempre - prosegue Toti - i simboli di partito devono stare fuori dalla istituzione scolastica. Poteva essere tolto il simbolo del partito, ma così non è avvenuto. Forse qualcuno si sente depositario di una verità assoluta. In realtà la volontà di strumentalizzare il M5S lo ha espresso ad ogni occasione possibile. Stavolta è stato superato ogni limite, con il tentativo di coinvolgere le paure dei più piccoli".

La replica piccata del Movimento 5 Stelle di Castefranco non tarda ad arrivare. "Ecco scoperto il perfido piano: il Movimento 5 Stelle voleva dimostrare che era possibile fare politica impegnandosi per il territorio, investendo su salute e scuola, restituendo parte dei loro stipendi istituzionali" esordisce ironico. "Complimenti a chi lo ha sistematicamente osteggiato e a chi adesso gongola per aver bloccato tutto, in nome di una politica che parla di strumentalizzazioni, di questioni morali e di libertà, dimostrando solo che non esistono nelle scuole e nelle istituzioni. Si è liberi quando vi è permesso di pluralità, non quando vi è un'unica voce ammessa".

Dopo la contestazione il M5S entra nel merito della critica, cioè sulla evidente presenza del simbolo nel cartellone. "Forse tutto questo poteva essere fatto anche senza simbolo, noi chiediamo: perché? Qualcuno ci ha detto e scritto 'se lo volevate fare per i bambini lo facevate senza simbolo'. Giusta osservazione ma chiediamo allora 'chi lo ha rifiutato ha pensato al bene dei bambini o al proprio tornaconto?' Il cartello accessorio con il simbolo è stato portato al momento della consegna, nessun impegno era stato chiesto per l'istallazione e l'uso del cartello: era stata lasciata la massima libertà di decidere modalità e luogo di collocazione del cartello. Il defibrillatore e la teca non hanno simboli politici se non quello del produttore".

"Di tutto questo la dirigente scolastica - insiste il Movimento - era stata informata e un iniziale accordo era stato fatto: l'appuntamento era fissato da tempo e le accezioni sembravano superate. Poi la preside, reggente alle scuole di Castelfranco, ha cambiamento posizione e ha ritenuto di non voler più la consegna. Noi ci chiediamo perché ha cambiato idea? Vogliamo sperare che non siano intervenuti poteri politici a pesare sulla sua decisione, e che essa sia basata sul bene della scuola e dei bambini piuttosto che interessi di carriera. Anche se guardando il risultato oggettivo tutto il resto è accessorio: la scuola è stata privata di un defibrillatore e in questo non vediamo gli interessi dei bambini, né della comunità".

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