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Centri estivi negati a San Rossore: le opposizioni chiedono spiegazioni all'assessore Munno

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Diritti in Comune chiedono all'assessore Sandra Munno di riferire in Terza Commissione

Non si placa la polemica attorno alla mancata attivazione dei centri estivi per i bambini tra i 12 e i 24 mesi all'asilo nido di San Rossore. Dopo le richieste di spiegazioni da parte dei genitori e la precisazione dell'assessore regionale all'Istruzione Alessandra Nardini, i partiti di minoranza del Consiglio comunale pisano chiedono a Sandra Munno, assessore alle Politiche socioeducative e scolastiche, di riferire in Terza Commissione. "Il piano dei centri estivi redatto dall'assessore Munno è fuori ogni logica di buon senso. Contrariamente a quanto avvenuto in passato, i bambini non svolgeranno il campo estivo nella stessa scuola dove hanno passato tutto l'anno scolastico, ma vengono spostati senza nessun nesso" si legge nel comunicato congiunto firmato da Olivia Picchi (Partito Democratico), Francesco Auletta (Diritti in Comune) e Gabriele Amore (Movimento 5 Stelle).

"Ad esempio - prosegue la nota dei gruppi consiliari di minoranza - al nido di San Rossore (0-3) verrà svolto il centro estivo per i bambini (3-6) e viceversa nelle altre strutture. Unica base di fondo è la scelta di Conti di tagliare i finanziamenti ai servizi alle famiglie, contando evidentemente di impiegare poco più dei 192mila euro erogati dal Ministero. Non è questione banale, per i genitori che si vedono costretti a non poter far più conto sulla struttura scelta per i propri figli e con un aggravio di costi e logistica, e per i bambini. Mettereste vostro figlio di 8 mesi in una nuova struttura, nel quale va ripreso da capo l'inserimento di almeno una settimana, per un servizio di 20 giorni? Evidentemente all'assessora Munno sfugge il tema della conciliazione lavoro-famiglia, com'è ignara che non tutti possono pagarsi la baby sitter h24".

PD, M5S e Diritti in Comune accusano: "Quello che è inaccettabile, ancor prima di tutte le considerazioni di merito, è il silenzio di fronte alle richieste di ascolto delle famiglie, fatte da giorni e ben prima dell'uscita del bando". "Siamo inoltre sconcertati dalle dichiarazioni fatte in Consiglio Comunale dall'assessore Munno - proseguono Picchi, Auletta e Amore - che in risposta ad un question time, se ne lava le mani e tenta di scaricare le responsabilità sulla Regione, dichiarazioni platealmente smentite dall'assessore Nardini. E' ammissibile che una rappresentante delle istituzioni affermi il falso pur di togliersi dai problemi? E' questo il senso di legalità, giustizia e trasparenza dell'assessore?".

"Chiediamo che il servizio venga ripristinato e che venga attivato dal primo luglio senza creare ulteriori disagi ai bambini, alle bambine e alle loro famiglie. Ma vogliamo al contempo chiarezza su cosa non ha funzionato perché questo non si ripeta. Chiediamo che l’assessora venga già nella seduta di mercoledì prossimo 30 giugno vista l’urgenza e importanza della questione".

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