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Ambiente, 'Ecosistema urbano': Pisa in 55ª posizione

Una città in comune commenta i risultati della classifica, che vede la città della Torre perdere posizioni

A novembre è stato pubblicato, come ogni anno, il rapporto 'Ecosistema urbano' di Legambiente, che analizza le performance ambientali dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore. In classifica nel 2020 la città della Torre si piazza in 55ª posizione, perdendo 18 lunghezze dall'anno scorso.

Il report si basa sui dati raccolti nel 2019 ed elaborati secondo i 18 indicatori considerati che coprono sei principali aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Il trend negativo - in realtà statico, con le altre realtà che migliorano - va avanti da anni, considerato il 26° posto del 2018. Il rapporto è disponibile sul sito di Legambiente (da pagina 178 tutte le classifiche dei singoli indicatori). 

E' Una città in Comune a commentare i dati. "Per quanto riguarda la qualità dell'aria - scrive in una nota il gruppo - Pisa resta da anni a metà classifica sia per quanto riguarda l'inquinamento da biossido di azoto che per quello da polveri sottili e da ozono. Dietro questa performance 'intermedia', tuttavia sta il fatto che la situazione italiana è complessivamente molto scadente, che il contesto geografico - il bacino dell'Arno - come mostrano i rilievi satellitari è uno dei più inquinati d'Europa. L'aria pisana, insomma, non è affatto una 'buona' aria e sarebbero necessari interventi incisivi per monitorarla in modo più sistematico e migliorarne decisamente la qualità, a partire dall’iniziativa dal basso per l’installazione di auto-centraline low cost promossa da Legambiente".

Per quanto riguarda l'acqua, Pisa risulta "nel numero delle città italiane con una bassa percentuale di popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane, quindi con una relativamente bassa capacità di depurazione. Il Comune avrebbe la possibilità di incidere positivamente su questo dato attraverso il piano di ambito dell’autorità idrica toscana (AIT)". Grave è anche il dato riguardante le perdite della rete idrica, oltre il 30% "il che significa che su 1000 litri di acqua circa 333 vengono dispersi, cui va aggiunto il fatto che rete idrica del comune di Pisa è ancora composta per il 60% da tubature in cemento-amianto. Tutto questo sta peraltro chiaramente a indicare quanto diciamo da sempre, cioè che la presenza del privato ha fatto lievitare le tariffe ma non ha impattato in maniera significativa i problemi principali".

La città è in affanno anche per quanto riguarda i rifiuti. "Il fatto - scrive Una città in comune - che sia da sempre in fondo alla classifica per quantità di rifiuti pro capite è in qualche modo, spiega il rapporto, 'fisiologico': capita a tutte le città non molto grandi ma con grandi flussi turistici. Tuttavia anche in questo campo il Comune potrebbe adottare una serie di misure incentivanti nei confronti dei servizi di ristorazione e delle imprese del settore turistico al fine di ridurre la quantità di rifiuti e migliorarne la composizione, soprattutto eliminando una parte degli imballaggi in plastica a partire dalle bottiglie e diminuendo gli scarti alimentari. La raccolta differenziata è sensibilmente migliorata nell'ultimo decennio, ma non quanto la media delle altre città e infatti c'è una progressiva discesa in classifica riguardo a questo indicatore. Inoltre siamo fermi da diversi anni sulla percentuale di rifiuti differenziati (62% circa) e ancora lontani dall'obiettivo nazionale, che era stato posto per il 2012, del 65%. Molto di più e di meglio si potrebbe fare operando ad esempio sul settore della ricezione turistica e aumentando la raccolta porta a porta, che risulta ferma al 35% e che ci blocca nella parte bassa della classifica, all'82° posto".

Nel settore mobilità le cose sembrano andare meglio "perché con i suoi abbondanti 15 metri equivalenti di piste ciclabili per abitante, Pisa si colloca attorno al ventesimo posto in classifica ormai da diversi anni, ma è anche vero che la qualità di gran parte della rete ciclabile pisana è discutibile (scarsa interconnessione, scarsa separazione da parcheggi e dal traffico veicolare) e che in una città tutta in piano come la nostra si potrebbe avere obiettivi decisamente più ambiziosi".

Un indicatore di estrema attualità, inserito nel rapporto di recente con uno sguardo alla mitigazione climatica è quello del numero di alberi su suolo pubblico ogni 100 abitanti. "Qui il dato è fermo da tre anni a 20 unità e la posizione di Pisa in classifica è passata dal ventesimo posto del 2016 al trentacinquesimo di quest'anno. Per quanto la giunta parli di 'rivoluzione verde' che dovrebbe più che triplicare il numero di alberi in dieci anni, quel che si è visto finora sono state solo sostituzioni di piante abbattute perché malate e punti della città storicamente caratterizzati da grandi alberi ora tristemente denudati (Officine Garibaldi, San Paolo all'Orto, Arsenali Medicei, mura a fianco degli Arsenali Repubblicani)".

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