Politica

Comitato per Pisa Capoluogo: "Facciamo ammenda, ci siamo sbagliati"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Noi del “Comitato per Pisa Capoluogo“ abbiamo commesso un grave errore di valutazione; credevamo di essere soli nella battaglia per affermare il diritto di Pisa e la sua provincia a ricoprire un ruolo di prestigio nel panorama socio-politico della Toscana e invece, il 17 Ottobre, abbiamo scoperto che anche la Politica, dopo mesi di mal giudicato, assordante silenzio, c’è, è viva ed ha puntualmente dimostrato non solo interesse, ma anche equilibrio e competenze nel trattare un argomento che pensavamo non interessasse a nessuno, a parte un manipolo di persone che non hanno niente da fare, se non rincorrere chimere ed utopie.

Abbiamo avuto finalmente modo di registrare la saggia dichiarazione del sindaco di S.Giuliano Terme che, dall’alto della sua esperienza amministrativa, ci suggerisce che “ ricalcare l’area vasta sembra la soluzione più logica e giusta“. Che stupidi a non averci pensato prima! In effetti, il concetto di area vasta (o vasta area?) deve essere la panacea di tutti i mali; si, perché, in sintonia con il collega di S. Giuliano, il sindaco di Calci afferma lapidario: “ sono d’accordo con la soluzione delle aree vaste di Rossi, ma non credo in un capoluogo pigliatutto “ . Pur folgorati da cotante, unanime parere, timidamente si è affacciato in noi un dubbio: ma affinchè Pisa sia confermata capoluogo di provincia è sufficiente fare domanda, magari in carta semplice? e se la risposta è si, la domanda a chi si fa?

A questo punto ci è cascato il mondo addosso; ci siamo resi conto che, se avessimo interpellato prima tali addetti ai lavori, avremmo evitato di riunirci alcune sere nella sede degli “ Amici di Pisa “ per discutere come evitare l’accorpamento con Livorno; come aggirare la legge che ci condanna alla perdita dello status di capoluogo di provincia; come esporre al Consigliere della Funzione Pubblica, Carlo Deodato, il concetto di “ compensazione “ fra i due parametri, popolazione e superficie; come convincere il presidente Pieroni ad inoltrare ricorso al TAR del Lazio; come crearsi uno skill sul tema “ riordino“, studiando leggi ordinarie e costituzionali, deliberazioni del CdM, regolamenti, decreto “Salva Italia“ (art. 23 e seguenti), decreto “spending review“ (art. 17 e 18, comma 4 bis), pareri di Onida, Capotosti, Ciarlo; tutta una perdita di tempo, avevamo la soluzione a portata di mano e non ce ne eravamo accorti; a pensarci bene, potevano rivolgerci anche
al consigliere comunale Scaramuzzino, che ci avrebbe aiutato a chiedere l’intervento della Consulta per sentenziare l’incostituzionalità dell’art. 133 (poco importa se la Corte Costituzionale si prende almeno 10 mesi per emettere la sentenza).

Si, abbiamo sbagliato tutto. Andare a Firenze per protocollare e consegnare una nostra soluzione di “riordino“ al presidente del Consiglio Regionale, dott. Monaci, con un’ipotesi, l’accorpamento Pisa-Siena, ben sapendo che Patroni Griffi (Carneade, chi era costui?) concede “deroghe“ a destra e a manca, che al Governo non interessa ridurre il
numero delle province, ha reso risibile la nostra proposta; sì, risibile, perché addirittura rispetta pedissequamente la legge, cosa che, non fa più nessuno.

Comitato per Pisa Capoluogo
Franco Ferraro

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