Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Con l'aliquota Imu allo 0,4 e l'addizionale Irpef allo 0,2 il Comune di Pisa è attento alle famiglie e alle imprese

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

In questi giorni la delibera che fissa le aliquote dell’IMU inizierà il suo cammino in Consiglio Comunale. Già da tempo però si sono succeduti una serie di interventi di partiti e forze sindacali che hanno chiesto un’attenzione particolare sulla prima casa, anche riducendo l’aliquota allo 0,2 per mille. Questo non tiene conto che per come è costruita questa tassa un Comune può ridurre l’aliquota base, che per la prima casa è dello 0,4 per mille, solo a completo carico del suo bilancio. Lo Stato ha già previsto e calcolato (tra l’altro con stime particolarmente elevate) quanto ogni Comune introiterà e su questo è stato tagliato in modo corrispondente il fondo di riequilibrio (le risorse statali che passano ai comuni).

La possibilità di riduzione è dunque puramente teorica perché non vengono fornite le risorse per applicarla. In questo quadro la proposta del Comune di Pisa di mantenere l’aliquota base va apprezzata come segno di attenzione alle famiglie che anche così andranno a pagare sulla prima casa mediamente qualcosa meno di quanto versavano prima dell’abolizione dell’ICI. Questa scelta, niente affatto scontata se si guarda la situazione nazionale (Torino 0,55, Parma 0,60, Roma 0,50, Catania 0,60), è stata possibile grazie al fatto che il nostro bilancio è sano con una costante riduzione dell’indebitamento.

Oltre a questo a Pisa non viene toccata l’addizionale IRPEF ferma allo 0,2 e si vuole dare un segnale alle imprese, così colpite da questo periodo di crisi, non aumentando l’aliquota per gli immobili delle società. Queste scelte politiche ci costringono ad aumentare al massimo l’aliquota per gli immobili sfitti, mentre tra quelli affittati siamo consapevoli della penalizzazione che la norma statale riserva agli affitti a canone concordato che perdono il trattamento di favore, ma che riceveranno comunque dal Comune di Pisa un contributo per consentire alle famiglie che usufruiscono di questi canoni agevolati di poter continuare a stipulare intese con i proprietari che non obblighino le famiglie a rinegoziare i canoni di locazione a prezzi di mercato ormai irraggiungibili per molti.

Il Partito Democratico crede che in una situazione di estrema difficoltà per le finanze di tutti i comuni, le scelte fatte a Pisa siano particolarmente significative di come in presenza di un bilancio sano si possa perseguire il rigore ma con i punti fermi dell’equità e della tutela delle fasce sociali più deboli.

Ranieri Del Torto
(Capogruppo Pd in Consiglio Comunale)  

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