Con o senza le ruote, le bancarelle in Piazza del Duomo non possono rientrare

L'intervento di Diritti in Comune

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Dopo i banchini con le ruote, che in questi giorni stanno arrivando nelle scuole in tempo di Covid, ecco la proposta delle bancarelle motorizzate per far sì che se ne tornino in Piazza del Duomo a Pisa, città candidata a capitale italiana dalla cultura.

Il fatto è che in quella piazza non possono proprio stare. Perché banalmente è un sito Unesco, con un proprio piano di gestione, il quale richiede equilibrio tra conservazione, sostenibilità e sviluppo, non contemplando simili attività commerciali nemmeno nell'area di rispetto, la cosiddetta “buffer zone”. Prima ancora poi non lo permette il Codice dei Beni culturali e del paesaggio (D.Lgs 42/2004), il cui articolo 52 (Esercizio del commercio in aree di valore culturale e nei locali storici tradizionali) al punto 1-ter recita: “Al fine di assicurare il decoro dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, nonché delle aree a essi contermini, i competenti uffici territoriali del Ministero, d’intesa con la regione e i Comuni, adottano apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione”. In base a questo, e non solo e dopo aver tergiversato a lungo, si arrivò a vietare il commercio ambulante in Piazza del Duomo e nelle zone contermini dapprima nel 2015 con un Protocollo d’Intesa e poi nel 2018 con il Documento finale del Comitato Interministeriale per il Decoro del 19/02/2018. Quest'ultimo, sia detto per inciso, non prevedeva la presenza delle bancarelle né in piazza Duomo, né dietro il muro dell’Ospedale, né in Piazza Manin. Dove poi sono state collocate, temporaneamente, da anni.

La legge c'è e si è fatta fatica ad applicarla, restava solo da trovare l'inganno. E l'inganno è stato presentato dall'assessore Pesciatini: chioschi mobili motorizzati, alimentati da pannelli solari posti sul tetto della struttura. Questi simpatici “parallelepipidi apribili, una volta chiusi potrebbero fungere come punti di illuminazione con pannelli illustrativi dei monumenti della città”: piccole astronavi ibride parcheggiate in un sito Unesco anche di notte, quando si trasformano in totem luminosi. Perché allora motorizzarli e fornirli di ruote? Lasciamoli fissi! Trasformiamo la piazza in un parco di autoscrontri futuristici con souvenir di ogni tipo: il “prato dei Miracoli” ammirato da D'annunzio nel Forse che sì forse che no è una location che merita e va valorizzata! Questo è il decoro della destra pisana, la stessa che proibisce ai turisti di sedersi sul sagrato di una chiesa, di bere a una fontana e di mangiare un panino comodamente seduti su una panchina.

(Ah, il progetto è stato elaborato da Anna Pasqualetti, figlia dell'architetto del Comune Roberto Pasqualetti. Niente di male, solo che è stato presentato dall'assessore Pesciatini assieme a quest'ultimo, in quanto architetto del Comune... oppure in quanto padre o in quanto entrambi?)

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