Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica

Conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19 e richiesta di misure di aiuto per famiglie e imprese in difficoltà: il sindaco di Calci invia alcune proposte al Presidente del Consiglio Mario Draghi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

All’indomani dell’annuncio dell’entrata in zona rossa della Toscana ha chiesto a Palazzo Chigi misure di sostegno per le famiglie più fragili e per le imprese costrette ad abbassare nuovamente le saracinesche e lo ha fatto avanzando proposte concrete per aiutare i comuni a rispondere al meglio ai bisogni del territorio.
A farlo, il sindaco Massimiliano Ghimenti che, preoccupato per la perdurante complessità della situazione sanitario-economica attuale, ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi sottolineando le criticità.
Oggi, complici le misure restrittive che perdurano da oltre un anno, la chiusura forzata di molte attività e l’aumento delle famiglie calcesane che hanno dovuto necessariamente ricorrere ai buoni spesa (passando dalle 25 del pre-pandemia alle attuali circa 130 per ciascuna distibuzione), hanno spinto il sindaco a scrivere al Presidente Draghi.

“Siamo consapevoli della complessità della situazione che ha richiesto normative stringenti e, in alcuni periodi, ho varato addirittura misure più restrittive di carattere locale per favorire il rispetto delle norme di prevenzione – prosegue il sindaco – ma non possiamo non sottolineare come sia assolutamente urgente e indifferibile, parallelamente a tali divieti, varare misure di sussidio economico per le attività ed imprese più colpite e che esse siano adeguate alla drammaticità di alcune situazioni di settori quali il turismo (ed il relativo indotto), la ristorazione, la cultura, il mondo dello sport, molte attività di cura della persona (nuovamente sottoposte a chiusure per la zona rossa) e tantissime altre categorie di imprese e professionisti. E’ fondamentale fare il massimo sforzo possibile per evitare la chiusura di numerose attività e/o la crescita di licenziamenti che potrebbe generare un fenomeno insostenibile per le comunità locali, vista anche la nostra economia nazionale, già piuttosto fragile in diversi settori”.

In questo lunghissimo e drammatico anno di pandemia il Governo ha infatti inviato ai Comuni le risorse per due misure di “buoni spesa” emergenziali, una a marzo 2020, l’altra a fine novembre 2020.
“I Comuni hanno risposto distribuendo queste risorse sui territori ma, vista la crescita del bisogno registrata anche all’interno del nostro paese, - prosegue il sindaco - abbiamo sentito il dovere, come Comune, di varare misure aggiuntive, in un primo momento chiedendo un contributo alla “Fondazione Pisa” e, in un secondo momento, stanziando risorse del bilancio comunale e del cosiddetto “fondone” messo a disposizione da Palazzo Chigi, oltre a risorse dell’ente”.

Ecco, dunque, dopo aver caldeggiato le misure di aiuto, le richieste e le proposte concrete avanzate dal sindaco relative ai fondi perché sia possibile per i comuni varare ulteriori aiuti sul territorio:

- Il Governo dovrebbe comunicare in anticipo – stilando le relative tempistiche – l’intenzione di quante “mandate” di buoni spesa intende erogare così da consentire ai comuni di potersi organizzare al meglio rendendo questa operazione strutturata, fluida e al tempo stesso dinamica per poter rispondere alle situazioni di fragilità. Inoltre dovrebbe garantire la facoltà da parte dei comuni di disporre di un nuovo “fondone” anche nel 2021 utilizzabile anche per altre misure di aiuto sul territorio. In questo modo ogni ente locale potrebbe predisporre un calendario di aiuti concreto e continuativo per i mesi a venire.

- Il Governo dovrebbe dare risorse ai comuni per la gestione della pandemia evitando di richiedere un farraginoso e complesso lavoro di rendicontazione previsto dal cosiddetto “fondone” che andrebbe a ricadere sugli uffici comunali - già oberati da numerosi adempimenti burocratici - e quindi sulla capacità di azione generale dei comuni.


 

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