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Consiglio Comunale aperto a Cascina: i ragazzi vogliono "un'altra idea di Europa"

Amministratori e studenti hanno parlato di gemellaggi e solidarietà nel Municipio cascinese. "L'istituto del gemellaggio, che mette in contatto diretto paesi e comuni dell'Europa, è un rapporto concreto tra comunità" ha detto la presidente Viegi

Sì è parlato di Europa, di profughi, accoglienza, solidarietà e futuro al Consiglio Comunale aperto sul ruolo dei Consigli Comunali per costruire ponti di solidarietà, che si è svolto ieri mattina, 23 settembre 2015, in municipio a Cascina.

La seduta è stata aperta da Paola Viegi, presidente del Consiglio Comunale di Cascina, che ha spiegato il senso dell'evento: "Abbiamo voluto sottolineare il ruolo che possono avere i Consigli Comunali per promuovere l'idea di Europa. L'istituto del gemellaggio, che mette in contatto diretto paesi e comuni dell'Europa, è un rapporto concreto tra comunità, tra persone che riscoprono ideali comuni di solidarietà e fratellanza che sono alla base dell'integrazione europea. Quello che viene da Cascina vuol essere anche un messaggio per gli altri Consigli Comunali a fare iniziative del genere".

Sono poi intervenuti Alessio Antonelli, sindaco di Cascina, Luigi Sebastiani, provveditore agli studi di Pisa, Federico Betti, dirigente dell'Istituto scolastico 'Falcone' di Cascina, Beatrice Lambertucci, dirigente dell'Istituto scolastico 'De Andrè' di San Frediano, Patrizia Dini dell'Aiccre Toscana. Erano presenti le classi quinta A e B della scuola primaria 'Galilei' e la prima B della scuola media 'Pascoli' di Cascina, i presidenti dei Consigli Comunali di Pisa, Ranieri Del Torto, e di Ponsacco, Michele Lombardi, gli assessori di Cascina Paola Baglini e Silvia Innocenti.
Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ha inviato un messaggio per "ringraziare il Comune di Cascina che è in prima fila nell'attività dei gemellaggi a cui, anche nella mia nuova veste di presidente dell'Aiccre, voglio dare un nuovo impulso".

 
I giovani del Consiglio Comunale dei ragazzi sono intervenuti leggendo un loro documento: "Ciò che vi chiediamo - hanno scritto i trenta ragazzi e ragazze - è di costruire insieme a noi un mondo che sia a misura di bambino, solidale e generoso verso chi ha più bisogno, pronto ad includere ed accogliere. Ciò che desideriamo è una società, in grado di affascinare e di stimolare la nostra creatività, senza confini né barriere (…). Le immagini trasmesse dalla televisione, ormai da molti mesi, ci mostrano bambini in marcia con i loro genitori verso terre democratiche di pace e di accoglienza ma ad accoglierli trovano solo mura fatte di filo spinato ed uomini in divisa. Noi sappiamo che questa non è l’Europa che vogliamo e vi chiediamo di impegnare tutto il vostro lavoro per restituirci un'altra Idea d’Europa".

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