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Consiglio comunale: approvata la prima variazione al Bilancio di Previsione

La seduta ha anche dato mandato per l'acquisto di un immobile in via Milano

Domani, martedì 21 febbraio (dalle 14, diretta streaming), nuova seduta del Consiglio comunale. All'ordine del giorno un question time, numerose interpellanze e numerose mozioni. Il question time, a firma della consigliera Benedetta Di Gaddo (PD), è sulle iniziative per le scuole delle giornate galileane. Gli risponderà l'assessore alla pubblica istruzione Sandra Munno. Tra le interpellanze si ricorda quella della consigliera Maria Antonietta Scognamiglio (PD) relative alle iniziative della Pisamo nel quartiere di San Francesco (gli risponderà il sindaco di Pisa Michele Conti) e quella del consiglire Franesco Auletta (Diritti in Comune) sulla Darsena Europa, il maxi investimento per il Porto di Livorno. A quest'ultima interpellanza risponderà l'assessore all'ambiente Filippo Bedini.

Tra le mozioni, infine, si ricorda quella sulle aree a verde nella nostra città, primo firmatario il consiglire Paolo Cognetti (Lega), quella contro il pedaggio sulla FI-PI-LI, primo firmatario il consigliere Riccardo Buscemi (Fi), e quella, infine, sulla disciplina dei veicoli trainati da cavalli, prima firmataria la consigliera Giulia Gambini (FdI).

Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale di giovedì 16 febbraio si ricorda che furono approvate due importanti mozioni. La prima, a firma del consigliere Giovanni Pasqualino (Lega), chiedeva alla Regione di 'saldare il debito con Pisa', in riferimento ai 2,5 milioni di euro derivanti dalla vendita delle azione SAT. "La Regione Toscana - aveva così esordito Pasqualino - saldi il debito con Pisa e mantenga la promessa fatta dal governatore Rossi allora, e dal presidente del Consiglio regionale Mazzeo poi, di provvedere, nella prima variazione di bilancio utile, allo stanziamento dei 2,5 milioni di euro per la Cittadella Galileiana".

La seconda mozione, primo firmatario il consigliere Gino Mannocci (Lega), era contro la direttiva europea che impone un adeguamento energetico alle case degli italiani. Cioè di portarle, entro il 2030, dalla classe E alla classe D: "Gli interventi richiesti dall’Europa - ha così commentato il consigliere Mannocci - riguardano il 75% delle case italiane con un costo stimato di 1.500 miliardi che andrebbero a gravare sulle tasche dei cittadini italiani sia proprietari che inquilini perché ovviamente anche il mercato degli affitti risentirebbe un rialzo di costi. E per chi non ha le disponibilità per adeguare la propria casa agli standard green si aprirebbe la porta alla svalutazione della propria casa, a tutto vantaggio di speculatori nazionali ed esteri".

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