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Consiglio regionale, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: interrogazione sul pirogassificatore di Castelfranco di Sotto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Al Presidente del Consiglio Regionale Toscano

Oggetto: Interrogazione Orale Urgente in merito “all’ipotesi di costruzione di un inceneritore nel comune di Castelfranco di Sotto”

Premesso che

la società Waste Recycling ha depositato, in data 30 marzo 2010, un progetto preliminare di costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti, per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale;
che il suddetto progetto sembrerebbe che sia stato pubblicato sul BURT in data 31 marzo 2010;

che risulterebbe, però, altrettanto che la suddetta pubblicazione non sia avvenuta come impianto di incenerimento di rifiuti speciali non pericolosi, come così definito dal parere del dipartimento provinciale di Pisa dell'ARPAT n. 43738 del 16 giungo 2010, ma, invece, come “ristrutturazione produttiva ed energetica”;

che risulterebbe che il suddetto impianto verrà collocato in area “a pericolosità idraulica elevata (p13) nell’ambito del Piano di bacino del fiume Arno”;

che, il terreno sul quale dovrebbe sorgere il suddetto impianto risulterebbe essere compreso nell'area urbanistica denominata U.T.O.E parco tecnologico e servizi (P2A), per il quale l'art 14.1 delle “Norme di attuazione, indirizzi programmatici e parametri di gestione” del Comune di Castelfranco di Sotto prevede, come attività ammesse: “quaternario, produttive ad alto contenuto tecnologico non inquinanti....” Oltretutto, l'art 19 del regolamento urbanistico del Comune di Castelfranco di Sotto stabilisce che: “L’area dovrà essere interessata da insediamenti di pregio, ben inseriti nel contesto ambientale del subsistema, con destinazioni di terziario e quaternario, produttive ad alto contenuto tecnologico non inquinanti, ...”, che la richiesta predetta ebbe a suscitare un forte dissenso nella popolazione, con la costituzione di un apposito comitato e con numerose iniziative di protesta;

che in relazione a quanto sopra il comune di Castelfranco di Sotto ebbe a promuovere un “processo partecipativo” ex L.R. 69/2007 costato alla comunità oltre 100.000 euro, prendendo formale impegno di rispettarne gli esiti;

che il processo partecipativo di cui sopra ebbe a concludersi con unanime formale parere negativo alla realizzazione dell’impianto;

che, nel gennaio del 2011, oltre 1500 cittadini hanno partecipato ad una manifestazione per il NO all’inceneritore;

che oltre 4000 cittadini hanno sottoscritto una petizione per il NO all’inceneritore;

che il consiglio comunale e provinciale hanno espresso contrarietà unanime all’ipotesi di costruzione dell’impianto;

che l’ipotesi edificatoria, per quanto consta, solleva molteplici perplessità anche dal punto di vista tecnico giuridico;

rilevato che

la società Waste Recycling risulta intenzionata a “ricorrere” alla Regione Toscana con la procedura prevista dalla legge regionale 35-2011 approvata lo scorso 1 agosto;

un eventuale responso positivo da parte della Regione Toscana vanificherebbe comunque pesantemente la volontà popolare e che l’ipotesi di cui sopra ha sollevato nel Comprensorio del Cuoio un vasto allarme sociale.

Interrogo la Giunta Regionale

- per sapere quali provvedimenti o iniziative – per quanto di competenza - intende prendere sulla vicenda in questione per rassicurare la popolazione e le istituzioni locali in merito al rispetto della volontà popolare nonché dei pronunciamenti delle istituzioni locali medesime.

- per sapere se non ritiene che per realizzare l’impianto in questione nell’area indicata (UTOE parco tecnologico e servizi (P2A) sia necessaria una variante urbanistica. Variante obbligatoria in considerazione della comprensione del terreno ove realizzare l’impianto presso un area – come ricordato in premessa – rispetto alla quale il Comune di Castelfranco di Sotto prevede “insediamenti di pregio e soprattutto “insediamenti….non inquinanti”, mentre nel caso di specie si tratterebbe di impianto certamente a forte impatto ambientale.


La Consigliera
Monica Sgherri

 

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