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Consulte di quartiere a Pontedera: il commento di Fdi-An

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

In queste settimane si sono insediate le Consulte di Quartiere del Comune di Pontedera, senza ombra di dubbio questa forma partecipativa rappresenta almeno sulla carta un vanto per la nostra città e un effettivo coinvolgimento della popolazione.

Non a caso al art. 10 comma 1 del regolamento d’istituzione della consulte si precisa “Le consulte di Frazione e di Quartiere sono organismi rappresentativi delle realtà localistico-territoriali in ambito comunale e promuovono la partecipazione democratica, l’aggregazione e l’iniziativa dei cittadini stessi”.

Il tutto senza citare le parole del Consigliere Matteo Belli “Il mio compito sarà quello di garantire la trasparenza nei rapporti e nelle dinamiche tra i singoli quartieri, o frazioni, e l’amministrazione” e del Sindaco “sarete il punto di riferimento dei concittadini”.

Decisamente tutto giusto se si esclude che in numerosi casi e in primis proprio a Montecastello patria di Matteo Belli le convocazioni ai membri delle consulte per eleggere i presidenti e le cariche interne si sono svolte a ranghi ridotte e questo perché le lettere di convocazione sono arrivate in ritardo a riunione già tenuta.

Ma la cosa strana è che mentre in alcune consulte si è inviato mail e fatto telefonate per accertarsi dell’effettiva ricezione della convocazione in altre (guarda caso proprio nelle roccaforti rosse) tutto si è svolto nel più perfetto segreto.

Alla faccia della tanto sbandierata trasparenza e apertura democratica e partecipativa e sicuramente.

Comunque speriamo che questo sia stato solo un disguido dovuto a problemi tecnici, ma sicuramente una cosa è certa le nomine di alcuni presidenti e direttivi Montecastello in primis non sono valide e vanno rifatte. Credo però che sarebbe stato molto, molto più corretto se il Comune avesse messo a gara il servizio, in modo che, oltre all’ARCI, ci fossero altri possibili offerenti. Forse qualcuno avrebbe partecipato per una cifra più contenuta, di questi tempi 250.000 euro son proprio una bella cifra.                               

MATTEO ARCENNI E MATTEO BAGNOLI
FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE          

 

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