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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Crisi delle associazioni di soccorso nel pisano: "Sia garantito il servizio notturno"

Emersi numeri e difficoltà degli enti in commissione consiliare a Pisa, dal primo agosto si ferma l'assistenza notturna

Durante l’ultima commissione consiliare sulle politiche socio-sanitarie sono emerse, con i numeri, le criticità delle associazioni che, dalla Croce Rossa Italiana alla Pubblica Assistenza, hanno finora assicurato nel territorio pisano il servizio fondamentale delle ambulanze del 118. "Dal 1° agosto - fa il punto Diritti in Comune - non verrà più garantito il servizio notturno. In assenza di interventi urgenti da parte delle istituzioni, da settembre 15-20 dipendenti della Croce Rossa potrebbero perdere il posto. Se a fine anno i conti non dovessero essere risanati, non è esclusa la prospettiva del fallimento, che causerebbe il licenziamento di ben 79 dipendenti". 

Illustra il gruppo formato da Una citta in comune e Rifondazione Comunista che "l’esplosione del disavanzo è stata causata dalle forti spese sostenute durante il periodo della pandemia, che non sono state adeguatamente calcolate e rimborsate dal sistema sanitario: la Croce Rossa ha finora tamponato le passività - 753mila euro nel 2020, 278mila nel 2021 e 130mila nei primi sei mesi del 2022 - attingendo al patrimonio netto dell’associazione. Come le stesse associazioni hanno denunciato, tramite una lettera aperta alla Regione Toscana, il calcolo dei rimborsi per i servizi effettuati, come quello del 118, è fermo da più di dieci anni: i recenti rincari dei carburanti costituiscono l’ultimo colpo a un sistema già insostenibile. Inoltre, tali rimborsi sono spesso corrisposti in forte ritardo o solo in parte".

Il problema è strutturale, "tanto che riguarda anche altri territori oltre Pisa - prosegue - le attuali difficoltà dimostrano che il cosiddetto 'modello toscano' in materia socio-sanitaria è insostenibile. Il volontariato, in questo come in altri ambiti, costituisce una risorsa preziosa che rende i servizi fondamentali, come lo stesso 118, vicini alla cittadinanza, radicati nel territorio, capaci di adeguarsi in modo flessibile al mutare dei bisogni. Il fatto che il numero di dipendenti assunti dalle associazioni di volontariato sia cresciuto in modo considerevole negli ultimi anni, contribuendo alle attuali difficoltà di bilancio, segnala l’esistenza di un cortocircuito e il venir meno di un chiaro confine tra lavoro retribuito e volontario. In Toscana, infatti, troppo spesso si è ricorso alle associazioni di volontariato per abbattere i costi dei servizi e provare a far fronte in questo modo ai feroci tagli che i governi nazionali di centro-destra e di centro-sinistra hanno imposto alla sanità pubblica, rendendo ogni discorso sull’eccellenza una vuota retorica".

La politica deve quindi intervenire: "Chiediamo che l’assessore regionale alla salute Simone Bezzini, il responsabile della Direzione sanità Federico Gelli e lo stesso Presidente della regione Eugenio Giani intervengano tempestivamente per sanare le difficoltà economiche delle associazioni causate dal datato e inefficiente meccanismo dei rimborsi: l’obiettivo immediato deve essere quello di non interrompere il servizio notturno del 118, nel territorio pisano e altrove, e di garantirne il buon funzionamento futuro".

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