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Crisi maggioranza, Forza Italia: "Si faccia dibattito in Consiglio Comunale". De Negri: "Si fa nei partiti"

Botta e risposta fra i capogruppo Forza Italia Garzella e Pd De Negri, a proposito della richiesta del primo di portare in Consiglio la discussione sulle prospettive politiche della maggioranza. "Si discute nel partito" è stata la risposta del secondo

Il Consiglio Comunale ha preso atto della rottura fra Pd e Sel, con anche l'uscita del consigliere Pd Landucci, ma non ha dibattuto delle prospettive future della maggioranza. Tanto chiedeva il capogruppo di Forza Italia Giovanni Garzella: "Credo sia necessario che in questo contesto istituzionale ci sia un dibattito dove veda il sindaco a riferire e a dire alla città se intende rincorrere la Sinistra che scappa con provvedimenti a loro cari o se vuole aprire alla città moderata e orientata allo sviluppo della stessa".

Dal canto suo proprio l'esponente dell'opposizione ha ribadito la linea del proprio partito: "Continueremo ad essere alternativi al programma di mandato approvato in Consiglio Comunale, attenti all'interesse della città come sempre, arrivando anche a non essere contrari con non partecipazioni al voto, astensioni e a voti favorevoli come sul Porto Turistico di Marina, il trasferimento dell'Ospedale, Ikea, People Mover. La nostra da sempre è una opposizione ragionata per Pisa".

Il Pd non è dello stesso avviso, non per il momento almeno, infatti il capogruppo Ferdinando De Negri all'agenzia Dire ha dichiarato che "non è escluso che si faccia un dibattito, ma non rientra secondo me nelle prerogative di un Consiglio Comunale farlo. Sarebbe più una competenza degli organi politico-partitici. Si è discusso, del resto, nella segreteria comunale del Partito Democratico ed è stata convocata, salvo poi essere rinviata per le troppe assenze, l'assemblea comunale del partito. Quelli sono i luoghi dove si discute quest'argomento. Nulla vieta che se qualcuno lo chieda si possa parlare della questione in Consiglio".

Poi De Negri torna sull'uscita di Sel dalla maggioranza: "I motivi dell'uscita dalla maggioranza di Sel sono poco chiari, perchè è stata addottata come motivazione quella della fusione dell'aeroporto. Ero presente alle riunioni di maggioranza sul tema e in tutte le occasioni di confronto Sel non ha mai detto che era contraria alla fusione. Può essere utile attribuirlo a questa ragione dal punto di vista mediatico il passaggio all'opposizione, perchè si ha più clamore, perchè si ha più consenso". Tuttavia, per De Negri "non c'era altra scelta sull'aeroporto. La non fusione sarebbe stata peggiore, il rischio, come hanno scritto gli advisor, era quello di venire estromessi da qualsiasi tipo di decisione e di controllo sugli atti di governance della società. Più facile, però - ammette - argomentare una rottura col sindaco su questo che dire, invece, di non essere d'accordo con le scelte del Governo Renzi". Il quale, ad ogni modo, non sarebbe il principale artefice del nuovo assetto societario degli scali della Toscana così come dell'allungamento della pista concorrente di Peretola (Firenze): "Una qualche influenza del premier, o quantomeno una sua sponda, ci sarà stata - sottolinea De Negri - ma la decisione e la responsabilià di vendere le quote nell'aeroporto di Pisa è stata di Rossi, della sua Giunta e del Consiglio Regionale".


 

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