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L'amministrazione Conti lancia la 'fase 2', il Pd: "Risposte inadeguate"

I consiglieri comunali Picchi, Basta e Scognamiglio parlano di lacune nelle misure varate per sostenere la ripartenza

Il piano 'Riapri Pisa', il pacchetto di interventi annunciato dal sindaco Conti per la 'fase 2' del Coronavirus, non convince i consiglieri comunali del Pd. Vladimiro Basta, Olivia Picchi e Maria Antonietta Scognamiglio in una nota attaccano l'amministrazione sulle previsioni e sui tempi delle stesse, parlando di "lacune e ritardi". 

"Prendiamo atto che il sindaco - scrivono - sembra accogliere molte delle proposte che avevamo presentato, a partire dalla cabina di regia, alle esenzioni tributarie. Ma permane anche una grave inadempienza: nelle casse comunali è avvenuta un'importante iniezione di liquidità, ma non è stata completamente utilizzata. Per citare solo alcuni casi: dallo Stato sono stati ricevuti 478mila euro per l’emergenza alimentare e dalla Regione 380mila per contributo affitti, ma, come ha dichiarato il sindaco, la manovra economica a sostegno delle categorie è rimandata alla fine di maggio. Non solo, si criticano Stato e Regione, ai quali si chiede di fare presto, ma poi proprio le iniziative comunali disattendono il carattere dell’urgenza".

"Grazie all’oculata gestione finanziaria delle precedenti amministrazioni di centrosinistra - proseguono i consiglieri - oggi il Comune di Pisa, con 15 milioni di attivo di bilancio, può pensare ad un Piano straordinario a sostegno dell’economia locale. Ebbene, il piano proposto sembra un copia e incolla delle misure decise già da qualche giorno a Lucca. Certamente possiamo compiacerci che si sia preso ad esempio l’operato di un comune governato così efficientemente dal centrosinistra col sindaco Tambellini, ma ciò denota anche la debolezza della dirigenza della maggioranza, che pure avrebbe potuto adeguare meglio gli interventi per una città come Pisa - che non è Lucca - magari ricorrendo al coinvolgimento delle risorse intellettuali e accademiche di cui questa città può andare fiera".

Entrano più nel dettaglio i membri Pd: "Per gli affitti, ad esempio, si parla solo di immobili commerciali, rimangono escluse le attività artigianali (cuore del made in Italy); gli spazi usufruiti dalle associazioni sportive e culturali, e quelli di chi si occupa di pubblico spettacolo (cinema, teatri, locali). Esiste il grande problema dell'affitto di azienda, largamente diffuso a Pisa, che escluderebbe una platea non trascurabile di soggetti. Non viene affrontato poi il nodo delle convenzioni in essere e non ci sono azioni per l'immissione immediata di liquidità o un piano di agevolazioni".

"Ci preoccupa molto la mancanza di strategie per il futuro - sostengono - la cosiddetta fase 2 sarà molto complessa, a partire dai problemi che si creano con la mancata riapertura delle scuole. Eppure a Milano si pensa di sfruttare cinema e teatri; in Campania 12 Comuni hanno lanciato il progetto 'Ludoteche all'aperto' nei parchi comunali. Si cercano insomma soluzioni che aiutino le famiglie, offrano un supporto educativo ai ragazzi, sostengano i gestori di locali che saranno gli ultimi a riaprire, producano lavoro. Esiste poi il tema del trasporto locale, accompagnato al trasporto sociale, che ha una dotazione insufficiente per garantire il servizio con le regole del distanziamento sociale".

In conclusione "è necessario pianificare e ripensare il piano, favorendo la ripresa dell’economia locale e quindi il lavoro e la qualità dei servizi. Se il Sindaco vorrà confrontarsi, noi ci siamo. Senza perdere tempo".

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