Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Ctp e partecipazione: "La Giunta Conti pronta a cancellare tutto, senza proposte"

La maggioranza presenterà una delibera in Quarta Commissione per l'eliminazione dell'istituto. Tutte le minoranze consiliari unite ne chiedono il ritiro

Una passata riunione ad un Ctp (foto di archivio)

Eliminare i Ctp, consigli territoriali di partecipazione, da tutti i regolamenti comunali e dallo Statuto. Per sapere con cosa verranno sostituiti si dovrà aspettare una nuova proposta di delibera, i cui contenuti al momento restano ignoti. E' questo ciò che si prospetta in discussione nella prossima Quarta Commissione di lunedì 6 settembre, ore 15.30. A denunciare la situazione sono tutte le minoranze del Consiglio Comunale di Pisa (Diritti in Comune, M5S, Pd e Patto Civico), riunite per chiedere il ritiro di questa iniziativa della Giunta Conti e per chiedere di "aprire un confronto con la città che porti ad una soluzione condivisa e partecipata". 

Lo strumento istituzionale dei Ctp è sotto esame da tempo e nell'attuale consiliatura non sono mai stati attivati. Nel programma di mandato della maggioranza si prevedeva un superamento del modello precedente. "Lungo oltre 3 anni - hanno esposto i consiglieri Auletta, Biondi e Amore stamani in conferenza stampa - si è detto che i Ctp sarebbero stati cancellati, poi ridotti. Anni di chiacchiere che non hanno portato a niente, se non all'abbandono delle sedi. Non c'è mai stato un confronto su come sostituire i Ctp, sempre rimandi a proposte future, mai arrivate. Ora si cerca di cancellarli con un colpo di spugna, senza nessuna altra indicazione dato che la delibera rimanda proprio ad un'altra delibera successiva per stabilire con cosa sostituirli".

Il punto è anche politico, in vista delle elezioni amministrative 2023. "La Giunta è già in violazione dello Statuto - dice Francesco Auletta - data la non attivazione del meccanismo partecipativo. Partire ora con le procedure di un nuovo modello porterebbe ad avere un chissà che sistema, ad un anno dalle urne, con pericolo di configurare di fatto comitati di propaganda in mano a partiti e votati alla campagna elettorale". Gabriele Amore incalza: "L'amministrazione e il centrodestra hanno dimostrato di non volere un percorso partecipativo vero, strutturato. Hanno raccolto molti voti, ma evidentemente la loro presenza sul territorio non è radicata". Auletta puntualizza che "se fossero attivati i Ctp, con il sistema proporzionale, 5 su 6 consigli sarebbero in maggioranza alle opposizioni, con la sola eccezione del litorale". "Sarebbero così un elemento di disturbo per la maggioranza" conclude Amore. 

Il consigliere Pd Marco Biondi espande il concetto: "Il problema vero poi è cosa si intenda per decentramento. Sono state tagliate le sedi decentrate; la città non è grandissima ma ha realtà frastagliate e le sedi periferiche sono comunque dei presidi sul territorio, con anche spazi a disposizione dei cittadini, spazi in cui si dibatteva. Ora è tutto morto. Non solo quindi i Ctp, che pure potevano avere dei limiti, ma prima di cancellarli senza sapere con cosa sostituirli si dovrebbero prima modificare. Dovremmo discuterne, altrimenti eliminare i Ctp è solo esclusione della partecipazione. Chiediamo quindi il ritiro della delibera e che l'amministrazione spieghi alla città la sua proposta". 

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