Bulgarella, Ucic-Prc all'attacco: "Cosa aspetta il Comune a recuperare i crediti?"

Il gruppo di Una Città in Comune-Rifondazione Comunista torna a chiedere un impegno all'amministrazione al recupero delle somme dovute dall'imprenditore, pari a circa 6 milioni di euro

Immagine di repertorio di una passata manifestazione alle Torri di via Bargagna

"Una 'linea morbida' delle banche per sottacere una mega esposizione finanziaria che avrebbe reso impossibile l'accesso ad ulteriore linee di credito. E' l'ultimo tassello reso pubblico dalla stampa locale sul Gruppo Bulgarella, un fatto nuovo, leggiamo, contenuto nella Relazione dell'Agenzia delle entrate, e per quanto ci riguarda non è su questa novità che vogliamo esprimerci, ma essa ci sollecita riflessioni".

Una Città in Comune-Rifondazione Comunista torna a chiedere all'amministrazione di recuperare le risorse legate ai debiti del Gruppo Bulgarella con le casse comunali. "Per Palazzo Gambacorti, nonostante siano passate settimane, se non mesi, dalle nostre denunce, non registriamo strategie che l'amministrazione Filippeschi abbia messo in atto con convinzione e determinazione affinché le azioni necessarie e doverose portino al recupero dei crediti. Anzi".

Non solo i crediti non riscossi, ma anche i mancati controlli sulle fidejussioni. "Ricordiamo - prosegue Ucic-Prc - che nonostante milioni di imposte comunali non pagate (ICI, IMU e Tari) e fidejussioni tossiche, fasulle, illegittime (fate voi) hanno comunque permesso al Gruppo Bulgarella di ottenere continuamente e costantemente, per anni, permessi a costruire. Un enorme ammontare di denaro (oltre 6 milioni) sottratto alle casse comunali, denaro tanto più prezioso in quanto viviamo in una fase di tagli agli enti pubblici e di diminuzione dei servizi ai cittadini. Che cosa si aspetta affinché si metta in atto azioni reali e incisive per recuperare gli oltre 6 milioni che l’amministrazione comunale deve avere dal Gruppo Bulgarella? Che si renda tutto irreperibile?".

"Non è possibile che mentre si è inflessibili con chi, colpito dalla crisi, non riesce a sostenere spese come l'affitto e le bollette e si sia concessa la possibilità di accumulare tali debiti e che oggi si 'faccia solo finta' di recuperarli". Se quindi prima responsabile è l'amministrazione per Ucic-Prc, autrice di "azioni tardive e inefficaci", un'altra componente è il sistema bancario: "Come è possibile che in questo periodo storico, anzi fase governativa, gli sia permesso di tenere 'linee morbide' con sistemi di potere e chiudersi verso quel tessuto produttivo vero e necessario per lo sviluppo dei territori? Oggi a medi e piccoli imprenditori, artigiani, piccole cooperative come a singoli cittadini il mancato accesso al credito e al micro-credito è fonte di tragedie lavorative e familiari, mentre se sei nelle grazie di sistemi non hai limiti a favoritismi bancari. Sino a dove ci porterà il Pd e coloro che lo sostengono pur nelle mille sue sfaccettature? A quando la fine della politica dei 'forti con i deboli e deboli con i forti'?".

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