Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Decreto Minniti-Orlando: presidio di protesta alla Prefettura

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La trasformazione in legge dei Decreti Minniti – Orlando ha drammaticamente risposto, in senso assolutamente negativo, alle rivendicazioni dei migranti e delle Organizzazioni sindacali, sociali e politiche nelle quali molti di essi si stanno organizzando: dal 12 aprile migranti e richiedenti asilo presenti sul nostro territorio entrano a far parte di una fascia di popolazione “a parte”, per la quale esisterà una legislazione, forme di lavoro e un sistema di carcerazione “speciali”, segnando un passaggio sostanziale verso la segregazione de facto di centinaia di migliaia di esseri umani.

Se alle "Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale"  aggiungiamo il combinato delle "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città" contro poveri, devianti e lottatori sociali, che trasformerà sindaci e questori in sceriffi a difesa dei centri storici, abbiamo un quadro preciso del modello di società che gli attuali governanti intendono imporre nel nostro paese.
Per godere dei “diritti civili” occidentali i migranti dovranno subire la disciplina di Leggi per cui chi fugge da guerre e sfruttamento dovrà lavorare gratis come indennizzo per l’ospitalità, accettare di essere selezionato da tribunali speciali attraverso una legislazione a parte, infine subire carcerazione e rimpatrio se non ottiene l’agognato permesso che apre le strade agli illusori privilegi dell’Unione Europea.
Una legislazione che è la punta dell'iceberg di una cultura che trova interesse a categorizzare e selezionare migranti e profughi ai fini dello sfruttamento sociale e lavorativo. È una storia che ci ricorda l’apartheid sudafricano.

L'esplosione della povertà di massa, effetto diretto delle politiche imposte dall’Unione Europea attraverso governi nazionali vassalli, deve essere governata con politiche securitarie e di polizia sempre più stringenti, tentando di deviare la rabbia sociale dai palazzi del potere verso soggetti deboli ed esposti nel conflitto. Migranti e profughi, insieme a poveri e lottatori sociali sono il target proposto da questi governanti alla pancia di una società piegata dalla disoccupazione di massa e dal progressivo impoverimento. Contro queste politiche occorre ricercare forme di ricomposizione reale, a partire dai posti di lavoro, dai bisogni e dai diritti comuni, valorizzando le diversità, come prospettiva imprescindibile per la costruzione di un modello di società opposto alla barbarie proposta dall’Unione Europea e dal governo Gentiloni.
È compito nostro contrastare questo processo di razzializzazione e divisione della società.
Venerdì 28 aprile alle ore 18 tutti gli antirazzisti e i democratici sono chiamati a partecipare al PRESIDIO di fronte alla Prefettura di Pisa, in Piazza Mazzini.

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