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Pisa fuori dal progetto Sprar: "Addio finanziamenti e buona accoglienza"

Diritti in Comune contro la decisione dell'amministrazione: "Il comune inganna consapevolmente i cittadini, le risorse dello Sprar non possono essere destinate ad altro"

La decisione dell’amministrazione di Pisa di uscire dalla rete nazionale Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), non rinnovando i progetti di accoglienza attualmente in corso non piace a Diritti in Comune. Secondo la forza politica la delibera approvata ieri, 28 marzo, dalla Giunta comunale "si inserisce nel quadro delle politiche discriminatorie e antisociali che abbiamo più volte denunciato".

"Le persone coinvolte nei progetti (in tutto 35, tra cui 10 donne e 3 minori) - scrive in una nota Diritti in Comune - sono titolari di protezione internazionale: si trovano in Italia perché nel paese d’origine erano a rischio di persecuzione, di morte o di trattamenti inumani, anche a causa di conflitti in corso. Un piccolo numero, comunque, che dimostra come il provvedimento della giunta Conti sia soltanto propaganda, sulla scia del triste esempio del comune di Cascina, già uscito dalla rete Sprar nel 2017. Provvedimenti che colpiscono anche gli operatori italiani che lavorano, con elevata professionalità, nel settore dell’accoglienza (11 nello Sprar di Pisa)".

Diritti in Comune definisce "grave" la scelta dell'amministrazione pisana. "Lo Sprar - si legge ancora nella nota - rappresenta un modello di buona accoglienza riconosciuto a livello europeo, fondato su una rendicontazione trasparente, sull’assenza di margini economici per i soggetti gestori, sulla partecipazione dei territori, sull’accoglienza diffusa, su percorsi di orientamento al lavoro e inclusione sociale, sulla tutela sanitaria, psicologica, legale delle persone".

Diritti in Comune accusa inoltre l'amministrazione di "ingannare consapevolmente la cittadinanza nel momento in cui annuncia che le risorse, prima destinate allo Sprar, verranno utilizzate in favore di coloro che risiedono da tempo nel territorio. Sanno benissimo, o dovrebbero sapere, che quelle risorse provengono per il 95% dal Ministero degli Interni: non potranno, dunque, essere destinate ad altro semplicemente perché non arriveranno più. Chiuso lo Sprar, niente finanziamento".

"La verità - conclude la forza politca - è che a questa amministrazione non interessa lottare contro le diseguaglianze e la povertà, che i poveri siano italiani o stranieri. Per rendersene conto, basta guardare il bilancio triennale preventivo della Società della Salute, in cui le vengono drasticamente ridotte le risorse destinate alle politiche sociali e per l'inclusione, rinunciando a ricevere finanziamenti statali e dunque non operando nessun risparmio. Dal 2019 al 2021, i comuni della zona pisana prevedono di spendere circa 5 milioni di euro in meno, tagliando tutti i progetti per senza dimora o immigrati, ma anche per iniziative come il contrasto al gioco d’azzardo. Oppure basta ricordare la bocciatura, in sede di bilancio comunale preventivo, della nostra proposta di destinare 500mila euro alla riqualificazione di alloggi popolari di risulta per alleviare l’emergenza abitativa in città. Questi sono fatti. Il resto è propaganda".

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