Disegno di legge Zan su omotransfobia: il Consiglio Comunale vota contro, polemica fra le forze politiche

La maggioranza fa approvare una mozione di critica alla legge in discussione in Parlamento, bocciata quella a sostegno delle minoranze

Sono divise maggioranza ed opposizioni del Consiglio Comunale di Pisa sulla mozione che l'assemblea cittadina, la scorsa seduta del 17 novembre, ha approvato contro la proposta di legge Zan, da mesi in discussione in Parlamento e trasmessa al Senato ad inizio novembre dopo una prima approvazione alla Camera. Si tratta della legge definita 'contro l'omotransfobia', che prevede delle modifiche al codice penale per casi di "violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere". La maggioranza di destra ha quindi prevalso ai voti, con la contemporanea bocciatura della mozione proposta dalle opposizioni, che invece intendevano sostenere e promuovere la proposta di legge Zan.

La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Pisa è quindi quella 'Contro ogni tipo di discriminazione e per la libera manifestazione del pensiero'. Vi si esprime preoccupazione per il testo di legge, in quanto "mina i principi costituzionali - dice Marizio Nerini, capogruppo FdI - si tenta di imbavagliare un dissenso che porteremo avanti sempre con fermezza, anche quando scioccamente e senza argomenti per controbattere accostano il nome del nostro partito a presunti fatti di violenza omofoba". Riccardo Buscemi, capogruppo Forza Italia: "Condanniamo ogni forma di violenza dovuta a orientamenti politici, religiosi e sessuali, e ci battiamo per i diritti di tutti. Ma la proposta di legge è sbagliata, perché introduce di fatto il reato di opinione e i cosiddetti percorsi educativi all'interno delle scuole, anche per gli studenti più giovani: l'orientamento sessuale rischia di essere condizionato, quando nella tenera età va trattato con estrema delicatezza e senza alcuna influenza".

Plaude anche Paolo Cognetti, capogruppo Lega, che esprime "soddisfazione per il lavoro portato avanti dal consigliere comunale Francesco Niccolai e da tutti i Gruppi della Maggioranza". Conclude l'assessore Filippo Bedini: "Dopo l'approvazione della legge Zan si potrà ancora negare l'esistenza di una differenza oggettiva e naturale fra l’uomo e la donna, si potrà affermare che si nasce con un’identità sessuale definita, si potrà opporsi a che nelle scuole si lavino i cervelli dei bambini dicendo loro che possono scegliere a che sesso appartenere o addirittura che possono scegliere di non appartenere a nessun sesso? Sarà ancora possibile contrastare chi vuole equiparare le unioni omosessuali a quelle eterosessuali, che la vita non si compra, che l'utero non si affitta? Noi temiamo di no, ed è per questo che a Pisa abbiamo voluto, come Fratelli d'Italia, chiedere al Consiglio comunale di esprimersi e siamo orgogliosi che la massima espressione democratica della città abbia avuto il coraggio di dichiararsi contro una legge liberticida come quella proposta dall'onorevole Zan. Le nostre idee, i nostri valori, la difesa della famiglia naturale e della sacralità della vita non possono diventare reati".

"La desta approva mozione contro i diritti"

Duri i commenti da parte delle opposizioni. Il capogruppo del Pd Matteo Trapani: "Una vergogna. Il consiglio comunale di Pisa ha votato una mozione contro il ddl Zan. Una vergogna inaudita che in un'aula consiliare si passino due ore per limitare i diritti degli altri e non per trovare i modi per ampliare quelli di tutti".

Per Diritti in Comune si tratta di una "nuova pagina nera scritta dalla destra omofoba pisana". "Dapprima - ripercorre il gruppo - è stato il post su Facebook del consigliere comunale della Lega Laurora, che derideva 'due maschi' che 'si accarezzavano e si baciavano' sotto il Comune. Poi è arrivata l'uscita del Comune di Pisa dalla Rete Ready, la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Dulcis in fundo, è giunto anche il mancato patrocinio del Comune al Toscana Pride 2019. In questo contesto, in cui si delineano chiaramente i tratti omofobi della destra italiana, compresa quella che governa Pisa, ieri è stata scritta un'altra pagina nerissima dal sindaco leghista Conti e dalla sua maggioranza, con l'approvazione in consiglio comunale di una mozione contro la legge Zan, presentata come un 'atto liberticida'. La destra omofoba ha definito il provvedimento 'una legge che neppure il fascismo ha approvato', rilanciando il binomio 'eterosessualità-normalità', e il dogma che l'unica famiglia è quella 'naturale', composta da un uomo e una donna. Si attaccano i percorsi di educazione alle differenze nelle scuole e si nega che nel paese gli episodi di omofobia e transfobia siano in costante crescita. E' questo il tetro spettacolo messo in scena dal sindaco e dalla maggioranza, che ieri hanno sdoganato ufficialmente la libertà di discriminare e di odiare, imponendo la propria ideologia sul corpo e le vite degli altri. Mettendo nero su bianco che non tutt@ abbiamo gli stessi diritti. Quanto ascoltato in aula è gravissimo e costituisce quel substrato culturale e politico su cui si fonda la violenza contro le persone LGBTQI+".

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