Dup Comune di Pisa, Andrea Buscemi: "Gli obiettivi presenti fanno parte della mia visione da assessore"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Apprendo dalla stampa la lieta notizia che il Comune di Pisa, nel Documento unico di programmazione 2020-2022 (Dup) andato in discussione nei giorni scorsi in consiglio, allegato al bilancio di previsione, dedica particolare attenzione alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali. Il capitolo assume particolare importanza dopo l'annuncio della candidatura di Pisa a capitale della Cultura 2021.

E' dunque di grande soddisfazione per il sottoscritto poter rilevare che pressochè tutti gli obiettivi presenti nel documento fanno parte del progetto culturale da me redatto in veste di assessore alla Cultura e presentato al sindaco sin da novembre 2018 perchè fosse inserito nel programma di mandato. In esso campeggiano, come si è visto, l'idea della realizzazione di un Museo Civico che possa raccontare la storia della città sì da tramandare la Memoria della grande pisanità (da collocarsi, secondo mia indicazione, o in Palazzo Pretorio o meglio ancora nell'ex convento di San Vito, a contatto di gomito col nuovo Museo delle Navi Antiche), il recupero di spazi fondamentali per gli spettacoli teatrali come san Zeno e l'anfiteatro di Calambrone, la valorizzazione di beni recuperati come gli Arsenali Repubblicani e il fortilizio della Cittadella, l'intensificazione dell' utilizzo dell'atrio di Palazzo Gambacorti, della chiesa della Spina e il Centro SMS per l'attività espositiva.

A ciò si aggiungono progetti già avviati con grande successo, come l'importante rapporto con case di produzione cinematografiche e televisive per l'utilizzo della città come set di film e fiction, o il festival di spettacoli estivo permanente in piazza dei Cavalieri (quest'anno svoltosi anche in Largo Ciro Menotti) affidato alla gestione e al rischio d' azienda di privati, che nelle mie intenzioni dovrebbe interessare anche il Giardino Scotto e piazza Viviani a Marina (grazie all'intesa del Comune con l'Azienda ospedaliera che ne era proprietaria).

Il Festival dell'Uomo da me pensato e presentato per riflettere sull'uomo contemporaneo attraverso reading, performances e interventi intellettuali, e che dovrebbe svolgersi in varie piazze pisane (fra le quali ancora largo Ciro Menotti e piazza dei Cavalieri, piazza delle Vettovaglie, piazza San Paolo a Ripa d'Arno) ha invece assunto oggi il titolo più laconico di Festival della Lettura, ma il risultato non cambia: il fine da me indicato di valorizzare splendidi luoghi pisani - dal sottoscritto specificatamente censiti - attraverso la cultura e azioni artistiche è stato ampiamente considerato, e non posso che compiacermene.

Così come saluto con soddisfazione la saggia scelta di seguire l'input da me lanciato di coinvolgere attivamente i vari soggetti pubblici,
nella logica della sussidiarità fra enti, attraverso un tavolo strategico con il mondo accademico. Nel mio documento davo anche risalto all'esigenza dell'improcrastinabile recupero del magnifico teatro Rossi: unica sollecitazione rimasta inascoltata.

Il rispetto e valorizzazione da parte del sindaco e del mio successore del progetto da me ideato per la cultura a Pisa (un approccio da considerarsi certamente nel segno della continuità politica col mio operato) mi confortano dunque circa le idee messe da me in circolo e le interpreto come un riconoscimento dell'attività svolta dal sottoscritto durante l'incarico all'interno della Giunta. Approfitto perciò della stampa per ringraziarli dell'attenzione e formulare i migliori auguri per la realizzazione dell'intero progetto.

Per completezza (al netto della questione teatro Rossi, per la quale continuo a sperare in un salutare ripensamento) adesso al Comune non resta che dar compimento a un'altra delle idee a cui ho sempre particolarmente tenuto, già contenuta nel progetto di cui sopra: valorizzare il ricordo di illustri personaggi pisani attraverso statue a loro dedicate, da collocarsi nel centro storico.

Circa il ritorno in piazza XX Settembre della statua dedicata a Leonardo Fibonacci attualmente custodita in Camposanto Vecchio, con me l'Opera del Duomo aveva già espresso parere favorevole. Mentre la statua in onore di Galileo Galilei (prezioso dono degli scultori Gabriele Vicari e Armando Barbon) è ormai stata fusa in bronzo presso una fonderia di Pietrasanta, e attende solo di essere eretta in largo Ciro Menotti a cento metri dalla casa paterna del grande scienziato, luogo ideale per cui fu da me pensata. Per ambedue le statue resta solo che il Comune si intenda con la Soprintendenza ai Monumenti, da tempo disponibile a parlarne. In merito consiglio la maggior celerità possibile: Pisa deve tornare al culto della Bellezza e della memoria dei suoi grandi avi. E' l'unica vera nostra grande assicurazione per vincere l'ambìto titolo di Capitale della Cultura 2021.

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