È rischio svendita per Santa Croce in Fossabanda. No alle alienazioni patrimoniali per 12 milioni di euro: serve la riqualificazione dei beni abbandonati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

12 milioni di euro di entrate derivanti dal piano delle alienazioni, ossia dalle vendite del patrimonio immobiliare del Comune di Pisa. È questo uno dei principali dati che emerge dal bilancio preventivo 2020 che la Giunta Conti porterà tra qualche giorno in consiglio comunale.

A fronte di una crisi immobiliare ancora in corso, si tratta di una previsione che nulla ha a che vedere con la realtà e che serve solo ad aumentare in maniera virtuale il capitolo degli investimenti e quindi delle promesse propagandistiche di questa giunta. Infatti, solo se le alienazioni vengono effettivamente concluse è possibile usarne i proventi per realizzare le opere pubbliche.
L’anno scorso, della previsione di 9 milioni di euro di vendite, sono stati realizzate entrate per poco più di 500 mila euro.
Quest’anno la giunta Conti aumenta addirittura ancora la cifra, venendo meno ad un principio fondamentale di un bilancio ovvero la sua attendibilità.

Noi siamo contrari da sempre alla vendita del patrimonio pubblico, ancor più poi in una fase di crisi: infatti così si rischia solo di svendere i beni di proprietà comunale, mentre la loro riqualificazione e rigenerazione renderebbero possibili risposte concrete per andare incontro ai bisogni della cittadinanza.
Basti pensare al caso di Santa Croce in Fossabanda. Valutato fino all’anno scorso 6 milioni e 400 euro sulla base delle valutazioni fatte dagli uffici comunali, oggi viene stimato 3 milioni e 400 mila euro con una riduzione di circa il 50 per cento del valore sinora attribuitogli. Questa volta, tra l’altro, la nuova stima è stata affidata dalla giunta a una società esterna, con ulteriore carico di spesa per le casse comunali.

Riteniamo che di fronte ad un ribasso simile siano necessari una grandissima attenzione e il massimo controllo per contrastare un possibile irreparabile danno al patrimonio comune. Rilanciamo, quindi, con ancora maggiore forza, la proposta di togliere il bene dal piano delle alienazioni e trovare subito una intesa con l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio per riutilizzare l’immobile come residenza studentesca e punto mensa, in maniera che la sua valorizzazione passi da un immediato soddisfacimento dei bisogni delle persone che quotidianamente abitano a Pisa. Non è accettabile rinunciare a questa concreta possibilità per pochi e incerti spiccioli.

Analoghi percorsi, con utilizzi differenti frutto di percorsi di partecipazione, dovrebbero essere seguiti anche per l’asilo Coccapani e per la Mattonaia, la cui stima, anche questa affidata allo stesso soggetto esterno, è passata da 2 milioni e 900 mila euro a 2 milioni e 100 mila euro. La giunta Conti continua così a seguire le perverse logiche del mercato compromettendo il bene immediato e futuro di tutta la città.

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