Politica

Ecobonus, Una città in comune: "Macchinoso e scoraggiante, non aiuta la raccolta differenziata"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Continuando con la politica dei tentativi (ricordiamo il "porta a porta" di qualche anno fa) tipica di chi non ha una strategia chiara, il Comune di Pisa ha recentemente riorganizzato il servizio di raccolta dei rifiuti presso le “isole ecologiche” fisse e mobili, confermando il meccanismo degli sconti con l'”Ecobonus”.
Il sistema delle CAM, o “centri ambientali mobili”, è inutilmente costoso e non ha portato a un aumento significativo della raccolta differenziata, che dal 2009 ad oggi è aumentata solo di due punti percentuali (non raggiunge il 40% in città), quindi crediamo sia utile una sua razionalizzazione, ma la strada intrapresa è quella sbagliata. Le stazioni ecologiche, fisse e mobili, sono nate per poter conferire quei rifiuti speciali e pericolosi che non si possono inserire nei cassonetti: ingombranti, macerie, batterie...e magari anche per realizzare luoghi di riuso organizzato degli oggetti ancora funzionanti, crediamo che debbano essere usati a questo scopo.
Per quanto riguarda l'ecobonus invece, riteniamo che sia un sistema iniquo, che crea disparità tra i cittadini: ad esempio non premia i cittadini virtuosi che fanno la raccolta differenziata conferendo i rifiuti nei cassonetti. Inoltre per avere diritto all'ecobonus è necessario conferire all'isola ecologica ALMENO il 40% della produzione PRESUNTA del proprio nucleo familiare, il che significa, per 5 persone 1600 kg/anno!! Significa, in pratica, dover andare all'isola ecologica almeno una volta a settimana con tempi di attesa che arrivano a oltre un'ora! Come potrebbe trovare il tempo e il modo per conferire 1600 kg all'anno un genitore di tre figli?
L'ecobonus è un sistema inefficiente: significa di fatto dover portare quasi la metà dei propri rifiuti differenziati all'isola ecologica INVECE che usufruire del servizio di raccolta, scaricando sul cittadino l'onere della raccolta dei rifiuti differenziati, creando solo più traffico e inquinamento. Perchè una famiglia si dovrebbe sobbarcare l'onere del trasporto dei rifiuti, visto che paga comunque il servizio di raccolta? Se poi per ipotesi tutti i cittadini volessero (e potessero) usufruirne, i centri di raccolta non riuscirebbero ad accoglierli e sarebbero totalmente paralizzati. E poi quelle fisse di fatto negano l'accesso ad anziani, studenti, residenti senza auto, che vengono quindi esclusi da questo sistema di incentivazione.
E, infine, l'aspetto più importante, che “vizia” tutto il sistema: l'ecobonus premia chi produce rifiuti, anche se in forma differenziata: chi compra l'acqua in bottiglia e conferisce la plastica prodotta viene premiato. Chi beve l'acqua di rubinetto in caraffa di vetro, no!!!

Esistono altri sistemi per premiare i cittadini virtuosi e che contribuiscono veramente ad innalzare le percentuali di raccolta differenziata: raccolta porta a porta capillare unita alla tariffazione puntuale dei rifiuti effettivamente prodotti (e non presunti!!) ad esempio con i sacchetti con il codice a barre o i sacchetti prepagati. In questo modo si raggiungono rapidamente le percentuali di raccolta differenziata sopra al 70%, si migliora la qualità del rifiuto differenziato, e si incentiva la  diminuzione della produzione dei rifiuti, perchè inducono comportamenti virtuosi diffusi, come ampliamente dimostrato. Nel nostro circondario, San Giuliano Terme e Vecchiano sono passati in poco tempo a superare il 70% di raccolta differenziata, così come lo hanno fatto città di dimensioni uguali o maggiori di Pisa, come Trento o Reggio Emilia, che ha addirittura deciso di spegnere il proprio inceneritore perchè con la raccolta differenziata era diventato antieconomico.
L'assessore Sanzo annuncia invece per Pisa l'introduzione parziale e graduale della raccolta porta a porta, e comunque l'esclusione del centro storico e del litorale. Ci pare quindi che l'Amministrazione Comunale sia poco convinta della necessità e della bontà di raggiungere le percentuali di raccolta differenziata che consentano ai cittadini di non pagare più l'ecotassa (e di vivere in un ambiente migliore). Percentuali come il 65% di RD che che avrebbero già dovuto essere raggiunte per legge a fine 2012.
Questo ci fa pensare (a pensar male si fa peccato....) che questo modo di “fare melina” con la raccolta differenziata serva come tentativo di giustificare il mantenimento in vita dell'inceneritore di Ospedaletto: un impianto obsoleto, inquinante e che, per ammissione dello stesso Assessore Sanzo, perde 3 milioni di euro all'anno (a carico della collettività) che potrebbero essere più proficuamente impiegati altrimenti.

Per ‘una città in comune’
Piero Pierotti

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