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Martedì, 30 Novembre 2021
Elezioni 2018

Potere al Popolo: Emanuela Grifoni, ricercatrice precaria, risponde al ministro Fedeli

Al centro della replica retribuzioni a scuola, università e ricerca

"In questi giorni - afferma Emanuela Grifoni, ricercatrice precaria candidata di Potere al Popolo per la Camera nel collegio di Pisa - abbiamo dovuto leggere le dichiarazioni propagandistiche della ministra Fedeli, candidata al Senato nel collegio della nostra città, secondo cui diecimila dipendenti della scuola, della formazione universitaria e della ricerca del territorio pisano riceveranno aumenti salariali in busta paga". "Fortunatamente - aggiunge - tra le fila di Potere al Popolo ci sono insegnanti, ricercatori precari, docenti universitari, tecnici-amministrativi e studenti in grado di smentire queste e altre affermazioni di un ministro che, in linea con i suoi predecessori, ha contribuito a smantellare il sistema pubblico della formazione e della ricerca attraverso tagli alle risorse, precarizzazione, processi di aziendalizzazione e privatizzazione”.

Sul tema delle retribuzioni Potere al Popolo è molto critico. “La ministra loda il recente rinnovo del Contratto nazionale dei lavoratori della conoscenza, ma - afferma Grifoni - c’è veramente poco di cui andare fieri. Dopo 8 anni di blocco degli stipendi, con una perdita di oltre 300 euro lordi dal 2009, gli aumenti strutturali per la maggior parte dei docenti e per il personale ATA sono tra i 45 e i 60 euro lordi: gli 85 euro medi lordi sono previsti solo fino a dicembre 2018 e la differenza in più verrà tolta dal 2019. Una vera e propria elemosina pre-elettorale, che in parte svanirà”. E precisa: “La Ministra dovrebbe anche ricordare che per Università ed Enti di Ricerca gli aumenti contrattuali sono a carico dei bilanci dei rispettivi enti”.

Altre critiche riguardano l’aumento della forbice salariale a scuola: “Mentre i docenti ricevono le briciole, i dirigenti scolastici riceveranno un aumento di 400 euro netti per 13 mensilità". "Tutto questo - conclude Grifoni - è perfettamente in linea con le politiche del Partito Democratico che, con la cosiddetta 'Buona Scuola', ha introdotto la figura del preside 'manager', ha previsto il bonus premiale, ha legalizzato lo sfruttamento degli studenti con l’alternanza scuola-lavoro. Nell’ultimo anno la ministra ha elargito 570 milioni di euro alle scuole private e non ha voluto inserire nella legge di bilancio le risorse necessarie per stabilizzare tutti gli 8.800 tra ricercatori, tecnologi e tecnici-amministrativi degli Enti Pubblici di Ricerca, precari da 12-15 anni”.

“A fronte di queste politiche dannose, così come a fronte degli effetti della legge Gelmini e dei tagli di Tremonti, mai revocati dai successivi governi, noi siamo per cambiare decisamente rotta, restituendo dignità e libertà a chi lavora nel mondo della formazione, e garantendo agli studenti l’accesso reale a un sapere critico e di qualità, non funzionale al mercato. Di questo e del nostro programma intendo parlare al confronto con la ministra promosso dall’ANDU, confronto che si terrà domani, 21 febbraio, alle 11.30 al Cinema Arsenale. Lo farò prima di tutto come precaria della ricerca e poi come candidata, dando voce alle tante persone incontrate in queste settimane, che vivono davvero il mondo della formazione e della ricerca, e che sono stanche di elemosine e false promesse”.

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