Alloggi studenteschi: "Non garantiti i diritti dei beneficiari, ma gli immobili ci sono"

Una città in comune, Rifondazione Comunista e Possibile rilanciano la necessità di recuperare all'uso vari compless in città

Una città in comune, Rifondazione Comunista e Possibile rilanciano il tema del diritto allo studio facendo il punto sul problema degli alloggi studenteschi. In una conferenza stampa ieri, 24 aprile, le compagini politiche che corrono insieme alle prossime elezioni amministrative hanno riaffermato che "a Pisa è sempre più critica la situazione per quanto riguarda l'effettiva garanzia del diritto allo studio, a partire dalla questione del posto alloggi. Eppure gli spazi ci sarebbero".

Tre i principali complessi immobiliari cittadini ricordati dal gruppo: Paradisa, San Cataldo e Fossabanda. "Invimit, la società immobiliare del Ministero dell'economia, attualmente proprietaria della residenza Paradisa (in zona Cisanello) ha presentato la struttura al Mipim di Cannes per cercare investitori stranieri. Composta da tre edifici e dotata di 522 posti letto, è da anni chiusa e completamente abbandonata. Nel frattempo sono fermi, ormai da un anno e mezzo, anche i lavori sulla futura residenza di San Cataldo, che dovrebbe contenere 242 posti alloggio. L'edificio è stato concesso dal Demanio all'Azienda regionale per il Diritto allo Studio universitario della Toscana nel 2015, ma i lavori sono stati interrotti e rimandati di un anno e mezzo, prima a causa di un ricorso al Tar da parte di una delle ditte escluse dal bando di gara, poi per la mancanza della documentazione adeguata per avviare il cantiere. Ad oggi, quindi, entrambe le strutture citate sono in stato di totale abbandono e non possono adempiere alla loro funzione di residenze universitarie".

Articolata anche la situazione del complesso di Santa Croce in Fossabanda, con Sinistra per... che a gennaio affermava che "il Dsu ha variato i fondi e non sarà più residenza studentesca". "Nonostante l'Ardsu - scrivono i partiti - avesse stanziato a bilancio 300mila euro proprio per poter ristrutturare l'immobile di proprietà del Comune, le trattative che dovevano portare ad una concessione della struttura si sono poi realizzate in un nulla di fatto, a causa della mancata stipula di una convenzione da parte del Comune. Fossabanda potrebbe contenere come residenza non solo 70 posti letti, ma anche una mensa universitaria, che andrebbe a sopperire alla mancanza di un punto di ristorazione universitario nella zona del Polo Piagge".

A questi si aggiunge "un altro nuovo immobile di proprietà del Comune di Pisa e in concessione all'Ardsu per vent'anni: la residenza di via da Buti. E' stata aperta nel 2014 e fin da subito era state segnalate delle carenze costruttive all'impianto di condizionamento, oltre al fatto che non erano stati completati i lavori dell'impianto antincendio. Perciò, non solo l'immobile non è a norma per l'assenza dei relativi certificati per l'impianto antincendio, ma oltretutto questa mancanza costringe a sfruttare soltanto 24 posti letto dei 32 disponibili, perché a partire da 25 posti utilizzati è obbligatorio possedere il CPI".

"La situazione di questi immobili - concludono Una città in comune, Rifondazione Comunista e Possibile - si inserisce nel contesto della città di Pisa in cui nel bando 2017/2018 sono 2906 le studentesse e gli studenti vincitori di posto alloggio a fronte di soltanto 1510 posti letto disponibili. E' inaccettabile che quasi la metà dei vincitori non veda garantito il diritto che spetta loro, mentre tre strutture che possono essere adibite a residenze universitarie sono attualmente chiuse e abbandonate. Oltre a ciò si aggiunge il fatto che il Comune di Pisa in questi anni ha preferito incentivare la creazione di studentati privati come quello dell'ex caserma Artale (presente nel Progetto Caserme) e dell'ex Piaggio, nei quali verranno affittati posti letto a prezzo di mercato, invece di portare a conclusione le trattative col Dsu, che avrebbero garantito  il diritto all'alloggio a molti borsisti. Se amministreremo la città, fra le nostre priorità ci saranno senza dubbio la messa a norma di via da Buti, la firma d'intesa con il Dsu Toscana e l'Università per giungere alla messa in funzione dell'immobile di Santa Croce in Fossabanda, nonché un immediato incontro con Invimit per giungere ad un accordo sulla Paradisa nell'interesse di quelle studentesse e quegli studenti che hanno diritto al posto alloggio".

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