Potere al Popolo: "Non presenteremo la nostra lista nè daremo indicazioni di voto"

La neo formazione di sinistra non risparmia frecciate alla coalizione di Diritti in Comune: "Non ci hanno voluto incontrare, forse avevano paura potessimo far loro ombra"

"Non presenteremo alcuna lista, nè daremo indicazioni di voto ai nostri elettori". Potere al Popolo, la nuova formazione di sinistra che alle elezioni del 4 marzo scorso ha preso a Pisa il 3,3% dei voti, pari a circa 1700 preferenze, si chiama fuori dalla corsa a sindaco della città.

"Avevamo proposto - spiega l'esponente di Potere al Popolo Valter Lorenzi - di inserire la nostra lista e il nostro simbolo nella coalizione di Diritti in Comune. Ci sembrava la scelta più naturale. Avevamo chiesto loro anche un incontro, che però ci è stato negato. Non solo, Rifondazione Comunista ci ha posto tutta una serie di pregiudiziali legali legate al nostro simbolo. Tutto questo ha portato a un inasprimento dei rapporti tra le nostre due realtà, determinando l'esclusione di Potere al Popolo dalla prossima competizione elettorale. Evidentemente avevano paura che potessimo in qualche modo far loro ombra. Un peccato, perchè i nostri elettori non sono nè quelli di Una Città in Comune nè quelli di Rifondazione Comunista. Avremo quindi potuto dare il nostro contributo. Il tutto in un contesto nazionale e regionale che vede in molte altre città la nostra presenza, in liste autonome o in coalizione, come a Massa e a Siena".

Potere al Popolo comunque proseguirà l'attività politica a livello locale, portando il proprio programma "fuori dal Comune - afferma un altro esponente di Potere al Popolo, Stefano Cusumano - nelle piazze e nei quartieri della città. Continueremo a sostenere i lavoratori di Cnr e aeroporto nelle loro vertenze, a batterci per rompere il Patto di Stabilità che strangola i Comuni e impedisce investimenti nel sociale, a difendere e rilanciare scuola e università pubbliche aperte alla città, a garantire il diritto alla casa per tutti i bisognosi e a lottare contro la guerra e la militarizzazione dei nostri territori".

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