Elezioni Regionali, Bruno (Sì Toscana a Sinistra): "Rimettiamo al centro lavoro e diritti"

L'intervento del candidato nel collegio di Pisa: "E' fondamentale che la Regione governi un processo di rilancio del sistema cooperativo"

Tommaso fattori, candidato presidente di Sì - Toscana a Sinsitra (Foto d'archivio)

Sono lavoro e diritti i punti centrali del programma di Giovanni Bruno, candidato alle prossime elezioni regionali nel collegio di Pisa per Sì, Toscana a Sinistra. "La crisi economica che dal 2008 ha colpito i settori popolari, lavoratori e ceto medio - scrive Bruno - si è accentuata con la crisi sanitaria in atto. Anche nei nostri territori abbiamo una decimazione di posti di lavoro, con aziende in procinto di fallimento e la cui chiusura rappresenterebbe un colpo durissimo all’economia, ma soprattutto all’occupazione, in una regione che già da anni è attraversata da processi di deindustrializzazione e delocalizzazione delle produzioni (l’esempio della Ericson è quello più eclatante, ma non l’unico)".

Secondo Bruno tutta la regione si moltiplicano le situazioni di crisi e "centinaia di lavoratori rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. Vi è una responsabilità fondamentale per le istituzioni, non solo per il governo centrale, ma anche per enti locali e regionali": E' quindi necessario "prospettare finalmente un altro modello di economia e di società, in cui l’impegno pubblico sia centrale per avere il controllo di settori strategici (nazionalizzare le imprese come quella di Piombino, o dell’industria chimico-farmaceutica, darebbe lavoro e certezza di un rilancio a tutta la società) per non lasciare ai privati e all’anarchia del mercato le scelte di cosa e come produrre i beni necessari per cittadini e cittadine".

È quindi "fondamentale che la Regione governi un processo di rilancio del sistema cooperativo, in cui i soci-lavoratori non siano più solamente un infingimento che copre lo sfruttamento esasperato che si esercita in molte cooperative sociali di pura facciata: le cooperative possono essere un traino per un rilancio dell’occupazione e dell’economia in agricoltura, nei servizi, nei distretti industriali, rimodellando il rapporto tra lavoratori e territorio, tra imprese e ambiente, con processi in cui i lavoratori tornino ad essere protagonisti in quanto cittadini, e non pura manodopera da sfruttare e poi gettare via quando non è più utile. È infine assolutamente necessario un processo di reinternalizzazione di tutti i servizi che negli anni gli enti pubblici hanno appaltato a privati, con perdita di qualità del servizio per i cittadini e di diritti e salari per lavoratori e lavoratrici".

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Un piano regionale è necessario anche per "la cura del territorio e la difesa dell’assetto idrogeologico, troppo spesso lasciato all’incuria che provoca incidenti e danni talvolta tragici, o per l’edilizia scolastica, piuttosto che continuare a progettare grandi opere inutili, dispendiose e dannose, come ad esempio l’autostrada tirrenica che devasterebbe il territorio e sarebbe solo un doppione di una strada a grande scorrimento che andrebbe invece migliorata e resa sicura. Per la Regione Toscana è essenziale una svolta radicale: un grande piano per il lavoro che sia compatibile con l’ambiente e un’economia sostenibile e non fondata sui profitti. Per questo è utile e necessario votare per Toscana a Sinistra".

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