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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Elezioni Comunali 2013

Elezioni amministrative 2013: Marco Filippeschi tra presente e futuro

Continua il viaggio di Pisatoday verso le elezioni amministrative di maggio. Abbiamo intervistato l'attuale sindaco Filippeschi che tenterà di restare alla guida della città per il secondo mandato. Ecco cosa ci ha raccontato

Ora c'è anche la data. Il 26 e il 27 maggio si vota per il sindaco e così, anche se le elezioni politiche di febbraio distolgono, per il momento, l'attenzione dalle prossime amministrative, i pisani presto si troveranno a fare i conti con la scelta del nuovo sindaco. E proprio il primo cittadino Marco Filippeschi (PD) ha deciso di tentare la corsa al secondo mandato, rimanendo così alla guida della città della Torre per altri cinque anni.

Pisatoday lo ha intervistato per farsi raccontare i progetti che ha in serbo per la Pisa di domani.

Sindaco, perché ha deciso di ricandidarsi?

"Mi pare di aver costruito un rapporto positivo con la città, frutto di un impegno che credo possa essermi riconosciuto. Dunque mi metto ancora a disposizione. Le cose da fare sono tante e credo che l’esperienza faccia la differenza, come avviene per tutte le altre attività. Di certo non ho esaurito idee, progetti e obiettivi. L’ho detto: vorrei che alla fine del prossimo mandato fossimo fra le dieci città italiane più innovative e fra le cinque di maggiori relazioni internazionali e turistiche. Pisa in questi anni difficili è cambiata e cresciuta, controcorrente, ce lo riconoscono tutti ormai. Possiamo andare ancora avanti e sento che via via i cittadini sono più consapevoli della prospettiva che abbiamo. Dobbiamo mantenere il passo, essere dinamici e attenti ad ogni parte della nostra comunità. Questo è quello che voglio fare. Non vedo progetti alternativi, anche perché nessuno in questi anni ha fatto lo sforzo che abbiamo fatto noi. Non siamo stati su un piedistallo a dare lezioni. Abbiamo lavorato in un grande cantiere, con tanti altri protagonisti".

Quali pensa siano stati i più importanti provvedimenti e interventi attuati a Pisa durante il suo mandato?

"Il Comune ha i conti a posto e ho potuto lasciare l’addizionale Irpef al minimo, lo 0.2%, come l’avevo trovata cinque anni fa, e ciò senza tagliare i servizi e aumentare le tariffe. Nessun cantiere di crescita si è interrotto e abbiamo cercato di creare nuovo lavoro. Dall’aeroporto, dove investiamo in pochi anni circa 150 milioni di euro, al litorale con il porto turistico, le colonie recuperate e Calambrone rinato, al nuovo Ospedale di Cisanello, per il quale presto si avvierà il completamento. Certo, alcuni progetti, che non erano neppure nel Programma di mandato, hanno fatto la differenza: i recuperi fatti con i fondi europei del Piuss; il People Mover di collegamento fra l’aeroporto e la stazione, anch’esso finanziato dall’Unione Europea; la soluzione data per l’insediamento di IKEA. Ma su ogni versante, dagli interventi sociali alla casa, dalla scuola alla cultura, abbiamo fatto cose concrete. Gli unici progetti che hanno segnato il passo sono quelli che dipendono dal Governo, come il recupero delle Caserme e il Museo delle Navi Antiche. Ma non molliamo e ce la faremo a farli partire".

Esprima un giudizio sul suo mandato giunto quasi al termine.

"E’ quello che tanti cittadini, anche tanti che non mi avevano votato, mi danno quando dicono: 'la città sta cambiando'. Segno che si vede. E questo dà ai pisani un giusto orgoglio. Spero che questo giudizio si mantenga nelle elezioni. Poi penso che l’Italia cambierà se cambieranno le città interpretando le nuove rivoluzioni che viviamo: quella digitale e quella dell’energia. Si pensi alla mobilità elettrica o alle fonti energetiche rinnovabili, a nuovi servizi ieri impensabili o al risparmio di risorse e di ambiente. Pisa può essere una città europea fra quelle più avanzate: abbiamo già molte sperimentazioni. Servono nuove politiche pubbliche, ma dipende anche da noi. Nel nostro Dna ci sono la scienza e l’innovazione e i cervelli disponibili certo non ci mancano. Serve l’ottimismo della volontà".

Cosa pensa che ci sia ancora da fare (e che dunque costituirà i punti principali del suo programma elettorale), considerando le maggiori problematiche della città?

"Farò un programma di rilancio, con grandi novità. Ora scelgo due esempi, il resto alle prossime puntate. Di certo possiamo specializzarci in un turismo più ricco e differenziato. Abbiamo tutto, oltre la Torre che resta un brand irraggiungibile. I monumenti, il Parco, il mare e il litorale, l’ippica e lo sport, le terme, le manifestazioni storiche e il buon cibo. L’iniziativa culturale è cresciuta di molto, con Palazzo Blu e il polo di San Michele degli Scalzi. Abbiamo creato iniziative inedite come l’Internet Festival. Con l’aeroporto e la rete degli alberghi, con Piazza dei Miracoli e i mezzi a disposizione sul web, possiamo primeggiare. Poi abbiamo avviato un percorso per realizzare un nuovo e grande centro congressi: quello che ancora manca a Pisa. Dobbiamo lavorare, insieme alle altre istituzioni dello Stato competenti, a garantire controllo del territorio e sicurezza. Il Comune deve impegnarsi ancora per migliorare l’ambiente urbano, quello dei quartieri e nel centro storico. E a garantire che nessuna parte della città sia vissuta come un dormitorio, che la nostra comunità sia viva di socialità, di relazioni vere fra le persone, che abbia capacità e possibilità d’inclusione".

Come strutturerà la sua campagna elettorale?

"Intanto facendo il sindaco per bene fino all’ultimo minuto. Poi girando per la città, ascoltando, prendendo impegni. Raccontando a tutti le mie idee nuove, che sono il frutto di un lavoro collettivo di cui devo essere grato a tanti. Una città che cresce, con qualità ed equilibrio, senza compromettere il suo futuro, ha lo slancio e le risorse per risolvere ogni suo problema e anche per imparare a rispettarsi e tenersi meglio".

Perché i pisani dovrebbero votarla?

"Perché mi hanno conosciuto".

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