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Il crocifisso sarà esposto in Consiglio Comunale

Voto favorevole per la mozione di Forza Italia nell'assemblea di martedì, dopo un'accesa discussione durata oltre un'ora

Il crocifisso torna nella sala del Consiglio Comunale di Pisa. Ieri, 6 novembre, è passata con 21 voti favorevoli, un astenuto (M5S) e un contrario (Diritti in Comune), la mozione proposta da Forza Italia. E' nei fatti la stessa proposta, emendata, che fu bocciata nell'aprile scorso quando la maggioranza era quella guidata dal Partito Democratico. Proprio il Pd, al momento del voto, è uscito dall'aula. Non sono mancate le polemiche, con una discussione che, fra interventi e dichiarazioni, è durata circa un'ora e mezza (l'intero Consiglio è durato poco meno di 5 ore). 

Le posizioni espresse dai consiglieri ricalcano quelle del passato dibattito, questa volta però a prevalere è stata la proposta dei firmatari Virginia Mancini e Riccardo Buscemi. L'assemblea si è quindi impegnata a "esporre nella sala del Consiglio Comunale di Pisa, luogo della più alta rappresentanza istituzionale della città, quale simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza, tolleranza e rispetto verso la persona, segno fondamentale dei valori religiosi nella storia, nella tradzione e nella cultura del nostro Paese".

In una nota i consiglieri Pd Pizzanelli, Biondi e Di Gaddo, hanno spiegato le loro ragioni: "Abbiamo cercato di ribadire che il nostro è uno Stato Laico, così come da numerosi articoli della Costituzione, non disinteressato alla religione. Proprio questo 'interesse', profondo e concreto, del nostro ordinamento, chiederebbe a chi rappresenta una città l'impegno a non voler strumentalizzare una religione per farne terreno di scontro politico, di divisione ideologica".

Lo scopo del Pd era "aprire un dialogo interreligioso che coinvolgesse cittadinanza e associazioni". "Alla nostra richiesta di ritirare la mozione - dice il gruppo - ci è stato risposto di no. A quel punto, come atto di estrema contrapposizione politica ad una maggioranza dai numeri bulgari, abbiamo preferito, a malincuore per chi come noi crede nel Consiglio Comunale come luogo di voto e discussione, di disconoscere quel luogo, quella stanza, quella discussione e prender le distanze fisicamente da quella strumentalizzazione uscendo dall'aula. Quella stessa aula deve rappresentare tutti. Non si è trattato di una 'fuga' ma di una forte presa di distanza nel merito e nel metodo".

"Che di questi tempi fosse in atto un attacco al principio di laicità dello Stato ci era già chiaro - ha commentato 'Diritti in Comune' - non stupisce dunque che Forza Italia abbia presentato una mozione che prevede l'esposizione del Crocifisso nella sala del Consiglio Comunale. E che la Lega, non abbastanza contenta, abbia a sua volta presentato un emendamento che impone che il Crocifisso sia affisso anche nella sala del Sindaco, degli Assessori, della Giunta, del presidente del Consiglio Comunale, nonché (fatto gravissimo!) in tutti gli istituti scolastici di competenza comunale". "Che la mozione approvata ieri sia permeata di integralismo religioso, lo dimostra la vicenda della Moschea, per la quale la Giunta si sta adoperando in tutti i modi affinché non venga costruita, facendosi beffa anche della nostra stessa Costituzione. Alla luce di questo, i richiami alla 'solidarietà, tolleranza, fratellanza e giustizia' suonano come profondamente ipocriti, visto che in realtà ciò che si vuole affermare è la supremazia di un unico credo. Ossia la religione di Stato".

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