Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Esternalizzazioni asili nido, Ucic-Prc: "Meno del 50% del servizio resta pubblico"

Il gruppo consiliare attacca: "L'obiettivo della diminuzione dei costi si scarica sulla retribuzione del personale che vedrà peggiorare le proprie condizioni contrattuali"

A seguito della riorganizzazione del sistema degli asili nido annunciata dall'amministrazione interviene il gruppo consiliare di Una Città in Comune-Rifondazione Comunista. Motivo dell'attacco la ripartizione della gestione delle strutture, che il Comune ha previsto essere così suddiviso: 45% diretta pubblica, 42% indiretta, 13% convenzionata.

Una scelta che non piace ad Auletta e Ricci: "Già nell'aprile del 2014 la maggioranza che sostiene il sindaco Filippeschi - scrive la lista - aveva dato una forte accelerata al processo di esternalizzazione degli asili nido con l'affidamento ad un soggetto privato della struttura San Biagio. Una scelta a cui ci opponemmo con forza denunciando come questa decisione era solo un apripista di ciò che sarebbe accaduto da lì a breve".

Ucic-Prc parla di una "ulteriore riduzione delle strutture a gestione diretta e un aumento di quella indiretta e convenzionata. Lo scorso anno i nidi erano gestiti per il 56% in modo diretto, 38% in modo indiretto e 6% in modo convenzionato. Insomma passo dopo passo la giunta Filippeschi e la sua maggioranza nel corso di questo mandato sta smantellando questo servizio pubblico. Si tratta di esternalizzazioni determinate da ragioni puramente economiche: l’obiettivo della diminuzione dei costi si scarica sulla retribuzione del personale che vedrà peggiorare le proprie condizioni contrattuali".

I tagli non sono una scusa per il gruppo: "Il partito di maggioranza che governa questa città esprime oggi il Presidente del Consiglio ed è da anni in prima linea, con i governi delle larghe intese, nel promuovere una politica di austerità e tagli ai servizi. Il Pd locale si deve assumere integralmente la responsabilità politica di questa operazione, dal momento che non ha mai osato alzare la voce contro le decisioni prese a livello nazionale ed europeo, e che tra tutti i capitoli di spesa ha scelto di tagliare proprio i servizi educativi per i bambini. Ancora una volta a farne le spese è la cittadinanza, la qualità dei servizi e i diritti e i salari dei lavoratori e della lavoratrici".

"Esprimiamo tutta la nostra contrarietà - conclude la lista - ad una scelta che rende più fragile e più povero il panorama dei servizi educativi a Pisa e invitiamo tutte le forze politiche e sociali, i sindacati, i genitori a mobilitarsi contro questa decisione assunta dalla giunta Filippeschi".

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