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Ex Ctp, si vota in Consiglio Comunale, ma "sono come prima, lottizzazione politica non utile ai residenti"

Al Coordinamento dei Comitati cittadini non piace la formulazione della riforma degli istituti di partecipazione che la Giunta di Pisa porterà in assemblea

Dopo l'approvazione in Commissione, martedì 16 novembre è in votazione in Consiglio Comunale a Pisa la proposta di modifica dello Statuto comunale di Pisa che contiene gli articoli in tema di nuovi organismi di partecipazione. Il Coordinamento dei Comitati cittadini, che già aveva espresso dei dubbi sulla nuova formulazione degli ex Ctp, ribadisce in una nota oggi 15 novembre "un forte senso di delusione nel prendere atto che l’Amministrazione comunale ha completamente ignorato le istanze elaborate dal Coordinamento con spirito costruttivo e con un forte senso di responsabilità. L’Amministrazione ha portato avanti in modo pervicace e assolutistico il proprio progetto, squalificando così le poche occasioni di confronto rese possibili: un solo incontro con il vicesindaco Bonsangue e un’audizione, su richiesta dei Comitati, nella Quarta Commissione consiliare".

La valutazione è poi "negativa nel merito". Per il Coordinamento "l'amministrazione ha disegnato un modello che sostanzialmente ricalca i vecchi Ctp, peraltro contraddicendo le promesse elettorali che andavano verso il superamento degli stessi. Il Coordinamento dei Comitati cittadini considera, quindi, inadeguati sia il testo delle modifiche statutarie che quello del nuovo Regolamento per l’istituzione e il funzionamento degli Organismi rappresentativi del territorio, presentato 'in bozza' nella Quarta Commissione consiliare. E’ stata sostanzialmente tradita la promessa elettorale del sindaco Conti sull’assoluta inutilità di organi costituiti da membri nominati dalle forze politiche e che non rappresentano la popolazione, valorizzando invece la partecipazione diretta della popolazione dei quartieri in organismi consultivi, eliminando i meccanismi di cooptazione e ridando la facoltà di scelta ai cittadini".

Inoltre "i cittadini - prosegue la nota - non vengono mai citati come soggetti della democrazia diretta. Nello schema di Regolamento i nuovi organismi risultano istituiti attraverso un sistema di lottizzazione politica (come nel passato) con una esigua quanto strumentalmente frastagliata previsione di inclusione minoritaria dei comitati di quartiere, insieme ad una pletora di associazioni di tutte le specie, fino a quelle di categorie tecnico-professionali, tra cui gli Ordini professionali, che non sono per loro natura rappresentative della popolazione residente. Una grave criticità riguarda quindi la composizione: in ciascun organismo di partecipazione dieci sono delegati di partito e solo tre sono espressione dei cittadini, anch’essi non eletti ma soggetti ad una scelta discrezionale tra i membri designati".

In questa incertezza "i Comitati cittadini valuteranno se dare il proprio contributo, per quello che sarà possibile, all’interno di queste nuove entità, ma con la consapevolezza che sono profondamente diverse rispetto a quanto i cittadini chiedono e si aspettavano dagli impegni elettorali presi".

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