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Fanghi sversati a Peccioli e Palaia, Un Comune per Tutti: "Responsabilità politiche"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Come cittadini di Peccioli e rappresentanti delle istituzioni comunali siamo grati alla magistratura e alle forze dell'ordine per aver fatto finalmente luce sul fenomeno dello spandimento di fanghi da depurazione e su vicende poco chiare che da anni preoccupavano noi e gran parte della popolazione di Peccioli, Legoli e Ghizzano.

A differenza di molti, però, non ci dichiareremo indignati per le notizie che campeggiano sulle pagine di tutti i quotidiani, regionali e nazionali. La sorpresa e l'indignazione di facciata le lasciamo volentieri a chi non ha altri mezzi per giustificare le proprie lacune, come amministratore unico e indiscusso di questo territorio, negli ultimi trent'anni.

Più di un anno fa denunciammo con grande dettaglio l'abnorme concentrazione di autorizzazioni allo spandimento di fanghi proprio nel nostro comune e nelle aree limitrofe. Acquisimmo oltre 100 determinazioni della Provincia di Pisa, dalle quali ricavammo la mappa della vergogna. Elencammo una ad una le 1000 particelle catastali di Peccioli interessate agli spandimenti, per un'area complessiva di oltre 10 kmq! Snocciolammo senza falsi pudori i nomi dei relativi proprietari e i compensi che essi percepivano a fronte degli spandimenti. Descrivemmo senza ambiguità alcuni degli illeciti connessi a questo tipo di attività, appurati dalle forze dell'ordine già nel 2011. Denunciammo i legami con la Camorra della società che oltre 15 anni fa trovò in Peccioli terreno fertile per l'introduzione di un business milionario. Riportammo i guai giudiziari dei suoi titolari, il passaggio di testimone alla seconda generazione dei Del Carlo (oggi agli arresti domiciliari) e concludemmo la nostra disamina con parole rivelatesi quanto mai appropriate, per non dire premonitrici:

"…non è un caso che lo spandimento avvenga in poche aree concentrate della Toscana, mentre nel resto della regione questa pratica sia pressoché sconosciuta. Quando si sceglie di imboccare un percorso opposto a quello della valorizzazione del proprio patrimonio agricolo e paesaggistico, quando si decide di puntare tutto su un business come quello dei rifiuti, che volenti o nolenti si trova a lambire aree grigie dell'economia, ai limiti della legalità, si finisce inevitabilmente per correre il rischio di veder trasformare il proprio territorio nella Terra dei Fanghi."

È giunto il momento di essere altrettanto coerenti e fermi nel denunciare le responsabilità politiche di chi, no, non ha "fatto il massimo" per evitare tutto questo, contrariamente a quanto va oggi affermando.

Non si arriva a gestire la più grande discarica della Regione senza avere idea di come funzioni il mondo dei rifiuti, senza conoscerne i rischi, reali e concreti.
Non si costituiscono società per il trattamento dei fanghi da depurazione proprio con i fratelli Del Carlo, gli amici di Gaetano Vassallo, il "ministro dei rifiuti" dei casalesi, al servizio di boss come Francesco Bidognetti e "Sandokan" Schiavone; non si rimane per anni in società con personaggi simili, se si ha davvero a cuore il bene del proprio territorio e la salute dei propri concittadini.
Non si consegnano le chiavi del giardino dei pecciolesi, Le Serre, nelle mani di chi è già stato coinvolto e rinviato a giudizio per spandimenti illeciti.
Non si respingono le mozioni dell'opposizione che chiede un regolamento più restrittivo, un registro pubblico degli spandimenti, al fine di accendere un faro sulle aziende agricole che si prestano a tali pratiche.
Non si amministra per trent'anni il comune di Peccioli senza sapere che, se vuole, un Sindaco ha tutti gli strumenti per "disincentivare fortemente", fino a farla sparire del tutto, una pratica così ripugnante e diametralmente opposta alla vocazione naturale del proprio territorio. Lo hanno fatto Terricciola e Volterra, forse Macelloni è un principiante al confronto?

Ci sono le responsabilità penali: individuali, precise, circoscritte e da accertare. Per quelle pagheranno coloro che hanno sbagliato, se verrà appurato davanti ai giudici.
E poi ci sono le responsabilità politiche. Per queste non c'è bisogno di alcun tribunale. Ne prenda atto, invece di dichiararsi parte lesa.

Peccioli, 15 settembre 2016
Lista civica Un Comune per Tutti

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