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Fotovoltaico a San Miniato e Volterra, il Pd chiede chiarezza

Nella riunione ascoltate le varie responsabilità di dirigenti e militanti sulla questione. Il segretario provinciale Nocchi: "A Giani abbiamo posto una questione di opportunità politica. Vogliamo solo chiarezza"

Durante la riunione di ieri sera la Direzione Provinciale del Partito Democratico di Pisa ha affrontato, nell'ambito di un dibattito sulla situazione politica nazionale dopo le ultime elezioni ammistrative e il voto referendario e sulla programmazione dell'attività politica del Pd nella provincia di Pisa, la questione degli impianti di energie rinnovabili nei comuni di San Miniato e Volterra. Si tratta di quasi 70 ettari di fotovoltaico su aree coltivabili, che produrranno 30 megawatt di energia. Ma a San Miniato le rinnovabili fanno discutere perché la zona scelta per i pannelli è chiusa nel 3% del territorio e, per i comitati, si vedrà dalla rocca. Inoltre con uno stratagemma, però, sarebbe stata evitata la valutazione di impatto ambientale. Infine gli impianti sorgeranno sui campi dei familiari di esponenti della maggioranza di centrosinistra. E li installeranno aziende che hanno sostenuto la campagna elettorale del sindaco.

Centoundici i presenti su centosessantasette, con ben trentaquattro interventi, a conferma di una discussione significativa per un Partito che si confronta in modo maturo all'interno degli organismi dirigenti. Al termine la Direzione ha approvato all'unanimità dei presenti la relazione del segretario provinciale Francesco Nocchi e ha dato mandato al segretario e alla segreteria di operare “per realizzare il chiarimento auspicato nel dibattito della Direzione”.

 “Ci siamo mossi – commenta il segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi – sentendo prima di tutto la responsabilità nei confronti dei nostri iscritti e dei nostri militanti e con la necessità di tutelare il nostro Partito da qualunque sospetto di utilizzo dell'appartenenza al Partito o delle cariche pubbliche a fini di interesse privato, anche ove fosse pienamente lecito. Non ritengo che spetti al Partito, a nessun organo dirigente o di garanzia, entrare nel merito degli aspetti legali. E penso che si debba partire – fino a prova del contrario – dalla convinzione che non siano stati commessi illeciti. Penso però che ad un Partito come il nostro non possa bastare la presunzione di innocenza in senso giuridico: abbiamo il dovere della chiarezza nei confronti della nostra gente e il dovere di porre il Partito al di sopra di ogni sospetto". "Il Partito - prosegue Nocchi - non è alla ricerca di capri espiatori e non è mosso dalla volontà di persecuzioni personali. Abbiamo posto al consigliere provinciale Francesco Giani una questione di opportunità politica partendo dalla necessità di dare un segnale di chiarezza all'interno e all'esterno del Partito. Abbiamo il mandato per trovare una soluzione politica a questa vicenda, anche all'interno del Gruppo Consiliare in Provincia: qualora questo non fosse possibile investiremo di questa vicenda il Collegio di Garanzia affinché faccia un approfondimento e valuti pienamente le situazioni specifiche emerse finora".
 

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