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Fratelli d'Italia-An sulla visita del Dalai Lama a Pisa

"La coerenza non è più una virtù! Oggi col Dalai Lama, tra un mese esatto a braccetto con coloro che lo considerano il nemico numero 1"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nel pomeriggio di ieri (19/09/2017), mentre il Dalai Lama stava discutendo con il presidente della regione Rossi al Festival delle Religioni a Firenze, i rappresentanti di oltre 20 associazioni della comunità cinese di Prato e Firenze si sono ritrovati a piazzale Michelangelo per protestare contro la presenza del leader tibetano in città. Perché? Perché nel 1959 il Tibet si è ribellato alla dominazione cinese e da quell’anno il Dalai Lama è stato costretto a fuggire e vivere in esilio a Dharamsala, un città sulle montagne dell’India. Esule e nemico numero 1 dell’ateo partito comunista cinese.

Il 6 aprile 2017 a Palazzo Gambacorti c’è stato l’ultimo incontro, in ordine di tempo, tra una delegazione di Pisa e una di Hangzhou, città della Cina gemellata. Tale gemellaggio è stato ratificato dal Consiglio comunale nel giugno 2009: noi votammo contro con convinzione e decisione, sottolineando che non era opportuno gemellarsi con una città di uno Stato in cui i diritti umani, e specialmente quelli di minoranze come i tibetani, sono sistematicamente violati, con una repressione e un accanimento durissimi. Fin dal 2006 delegazioni di amministratori pisani vanno e vengono dalla Cina, dove mai nessun pisano si è sognato di intervenire denunciando il trattamento riservato al Dalai Lama e ai suoi “fratelli”. Come nessuno, a cominciare dal Sindaco Filippeschi, si è mai sognato di far presente le stesse cose neanche a Pisa –dove sarebbe stato molto meno pericoloso- in occasione di qualche visita di amministratori cinesi.

Filippo Bedini, consigliere comunale e Pisa, sottolinea: “Oggi giustamente la città di Pisa accoglie con tutti gli onori il nemico numero 1 della Cina. Chissà cosa diranno nella città gemella Hangzhou? A noi interessa poco. Ci interessa piuttosto denunciare ancora una volta l’assoluta incoerenza dei nostri governanti, che nel segno degli “affari”, in ossequio al più cinico dei motti, secondo cui “pecunia non olet”, strizzano l’occhio ieri e domani (oggi no, dai…) agli amministratori cinesi, che come tali sono certamente dei fedelissimi del regime, mentre oggi omaggiano l’esule tibetano”.

Ma cosa ci faceva la delegazione cinese a Pisa in aprile? Spiega Bedini: “La missione era per invitare ufficialmente sindaco, vicesindaco e i rappresentanti dell’Università, che oggi 20 settembre festeggiano il Dalai Lama, alla sesta edizione del vertice Internazionale dei Sindaci delle Città Gemelle. Quando? Udite, udite: tra meno di un mese, dal 18 al 22 ottobre 2017! “Incredibile!”, direbbe una persona con una coscienza. “Che c’azzecca?”, ci diranno Filippeschi e compagni, quando in Consiglio comunale discuteremo la mozione urgente che presenteremo domani, con cui chiederemo di dare mandato alla delegazione pisana, che si recherà in Cina il 18 ottobre p.v., di ricordare nei discorsi ufficiali la gioia con cui Pisa accoglie oggi il Dalai Lama. Vedremo cosa ci dirà il vicesindaco Ghezzi, che ad aprile ha espresso la sua soddisfazione con queste parole: “Siamo molto felici di poter continuare a intrattenere i rapporti con la città di Hangzhou, ringrazio la delegazione cinese per l’invito”. O se voterà l’urgenza per discutere la mozione il Presidente del Consiglio comunale Del Torto, che sempre ad aprile dichiarava: “Il gemellaggio fra le nostre città non è solo formale, ma coinvolge l’intera cittadinanza sia di Pisa che di Hangzhou”.

Parla per te, Del Torto. Hai un bel coraggio! Per la coerenza aspettiamo domani…”.

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