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Giulia Deidda (Pd): la manovra del Governo colpisce soprattutto le donne

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Pensare che un presidente del Consiglio come il nostro possa riflettere sugli effetti che la manovra finanziaria avrà sulle donne è utopia. Eppure saranno proprio loro a sopportare il peso maggiore delle scelte del Governo. Nel settore privato dovranno andare in pensione più tardi. Nel settore pubblico, dove sono la maggioranza, subiranno il blocco dei contratti e la dilazione del Tfr. Nella vita di tutti i giorni, faranno i conti più degli uomini con le conseguenze della riduzione dei servizi cui sono costretti gli Enti Locali. Già oggi competere nel mercato del lavoro è più difficile per le donne, che ci entrano più tardi, guadagnano di meno, 27 euro al giorno secondo una recente ricerca delle Acli, e vanno in pensione dopo e con pensioni più basse per via dei "buchi" di carriera che sono costrette a sopportare. Cosa succederà se non potranno più contare nemmeno sull'asilo nido o sul pullman che porta i figli a scuola? Perché questo è il significato di “taglio dei servizi” tradotto nella vita di tutti i giorni. E se il welfare pubblico viene a mancare, le vie d'uscita non sono molte. Una rete familiare, chi ce l'ha. Gli stessi servizi ma forniti da privati, chi se li può permettere. Altrimenti saranno le donne, a sacrificarsi, sostituendosi allo Stato con il loro impegno di mogli, madri e nonne, come è sempre stato. E non è finita. Il Governo ha quasi azzerato i fondi per la non autosufficienza e per le politiche sociali, i Centri anti-violenza chiudono per mancanza di risorse, sono spariti - destinati ad altro - i risparmi prodotti dall'innalzamento dell'età pensionistica nel pubblico impiego, che dovevano servire per politiche di conciliazione tra "lavoro remunerato e lavoro familiare", come ha ricordato Chiara Saraceno su Repubblica qualche giorno fa. Di tutt'altro avrebbe bisogno il nostro Paese. Le donne sono una risorsa, non un peso. Servono politiche di genere, sostegno all'occupazione femminile, ma soprattutto la consapevolezza e il riconoscimento del ruolo e dell'importanza delle donne nella società. La grande mobilitazione del febbraio scorso ha dimostrato che siamo capaci di alzare la voce. Oggi è il momento di rilanciare con forza il nostro impegno e le nostre idee. 

Giulia Deidda
(Responsabile Conferenza delle Donne Pd Pisa)

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