Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Giuseppina De Fuoco (Pisa-Fare con Tosi) su ludopatia e suoi legami con la sicurezza a Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

In un momento di crisi economica occorre più che mai vigilare sul benessere e sulla sicurezza dei cittadini e sul rispetto delle regole da parte di tutti. Cittadini e turisti chiedono una Pisa pulita, viva, sicura, accessibile anche di sera e di notte. Un problema strettamente connesso alla sicurezza è quello della proliferazione delle sale slot e sale per le scommesse. Non è un caso che alla Stazione di Pisa vagabonda un alto numero di personaggi di dubbia reputazione i quali sostano nei pressi della sala scommesse e diano una cattiva impressione e tangibile disagio per chi passa da sotto le logge per andare presso Alberghi, zona Cpt, attraversare Piazza Vittorio Emanuele oppure cercando di bere un semplice caffè presso i bar presenti nella zona. La sporcizia e il trasando fanno come un tapis roulant su cui passare per accedere ai servizi pubblici e fare una passeggiata. Non possiamo e non dobbiamo piegarci a questa logica distruttiva della nostra città. I rimedi sono molteplici e a costo quasi a zero. Prima di tutto dovrà essere mantenuto il rapporto stretto con tutte le Istituzioni competenti, in primis la Prefettura ed il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in sinergia e coordinamento reale con ogni Forza di Polizia e con l’intervento delle pattuglie dell’Esercito, secondo i compiti prestabiliti dal Ministero della Difesa per verificare costantemente e pedissequamente qualsiasi documento ai presenti nella zona della sala scommesse a qualsiasi ora del giorno. Certo siamo in un paese libero e scommettere fa parte negli ultimi anni del nostro DNA ma non per questo va incoraggiato e sostenuto. Tra i primi atti, se il mio candidato sindaco verrà eletto, sarà quello di fare una ordinanza che qualsiasi sala slot dovrà essere a 3 Km dal centro città e quelle presenti sul territorio dovranno pagare una Tari triplicata perché offrono un servizio pubblico e obbligherò loro ad avere il biglietto d’ingresso con pagamento SIAE, equiparando le sale slot alle discoteche, finchè una Legge dello Stato non metterà l’identificatore dell’identità come per l’acquisto delle sigarette. Se ci fosse si potrebbero bloccare le identità dei giocatori seriali e avere un controllo dei flussi di denaro. Chissà perchè nessuno ci ha mai pensato. Il gioco sta raggiungendo livelli spesso insostenibili per le famiglie pisane, il SERT non riesce a sopperire all’aumento della domanda per combattere la ludopatia e non voglio che Pisa diventi come Cascina, una Las Vegas fatta da sale Bingo, sale gigantesche di Slot. Incoraggiare e far finta di niente per questo problema è veramente tragico e bisogna che il Comune e chi amministri si faccia carico in maniera diretta e determinata di questo problema. Il problema non è solo di pochi ma di molti che sono nell’ombra e non sono palesi come i drogati ad esempio, altro problema da verificare, combattere e con determinazione sconfiggere. Se seguite il discorso anche il problema della droga è legato al gioco, basta vedere chi entra nelle sale e si vede persone di colore che giocano e la domanda nasce spontanea : ma dove prendono i soldi? Dalle borsette contraffate, dai furti o magari dallo spaccio. Bene combattere il gioco è anche un deterrente per combattere la droga, che spesso hanno un trat-d’union importante e significativo. Il Sert anche in questo disperato tentativo di sconfiggere la droga, deve essere sostenuto e incoraggiato con iniziative comunali. Per questo a Pisa bisogna cambiare aria e mettere le persone e le famiglie al centro della vita politica. Solo così possiamo cercare di dare, con grinta, una speranza ai Pisani e alle loro famiglie che sono preda di mostri difficili da combattere da soli. Conclude una ispirata e motivata Giuseppina De Fuoco coordinatrice Provinciale fare con Tosi, Noi con l’Italia, chiamando a raccolta a chi è interessato a collaborare con lei per questi progetti.

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