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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

Potere al Popolo e Gruppo Misto-Italexit non hanno dubbi: "Sosteniamo lo sciopero dei lavoratori di Geofor"

I due movimenti politici si scagliano contro la posizione di 19 sindaci dell'area pisana che criticano la decisione degli operatori

"Esprimiamo il nostro più sentito dissenso verso alcuni sindaci della provincia di Pisa che si sono dichiarati contrari allo sciopero dei dipendenti Geofor indetto da SiCobas e USB per le giornate del 13 e 14 Luglio": utilizza parole nette Manuel Laurora, consigliere del Gruppo Misto-Italexit a Pisa, per delineare la posizione del suo partito in relazione allo stato di agitazione indetto dai sindacati all'interno dell'azienda incaricata della raccolta dei rifiuti. "Ci chiediamo se lor signori abbiano mai lavorato come dipendenti all'interno di aziende dovendo lottare giornalmente per i loro diritti. Sappiamo che hanno fatto di tutto per ostacolare questo sciopero, ribadendo la loro posizione anche nell'incontro in Prefettura, ma il Prefetto ha ovviamente dovuto sottolineare che lo sciopero è legittimato per legge".

Laurora prosegue: "E' vero che oramai la nostra Costituzione è stata ripetutamente violentata, soprattutto in questi ultimi 2 anni, ma è anche vero che è sempre vigente l'art. 40 della Costituzione italiana, ovvero lo sciopero è un diritto dei lavoratori. I Sindaci dovrebbero calarsi maggiormente nelle parti dei dipendenti, che sono concittadini, e casomai ascoltarli maggiormente ed attivarsi in tutto e per tutto verso la soluzione dei problemi e contestualmente spiegare alla popolazione di avere pazienza in questi 2 giorni, in cui saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali. Lo sciopero è sempre l'extrema ratio, ed il lavoratore è disposto a rinunciare alla paga pur di difendere i suoi diritti, quindi un Sindaco, di qualunque area politica sia, dovrebbe avere un Q.I. adeguato per capirlo e mai invece dovrebbe 'giocare' a mettere i propri concittadini l'uno contro l'altro, in questo caso i lavoratori con gli utenti".

Potere al Popolo Pisa rincara la dose: "Nonostante l'attacco pubblico subito dai 19 sindaci, USB e Cobas confermano la 2 giorni di sciopero per rivendicare giuste condizioni di lavoro in un settore strategico del servizio pubblico ai cittadini. L’elenco delle richieste è semplice e chiaro: mancanza di contenitori nelle zone industriali che costringe gli operatori a usare le mani per la raccolta, un solo operatore sul retro dei camion invece che due, costanti demansionamenti per sopperire alle carenze di personale, nessuna indennità per gli operatori telefonici del numero verde, mezzi di trasporto vecchi, insicuri e sporchi, mancanza di democrazia interna a causa della non indizione delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali".

"Vogliamo ricordare ai 19 primi cittadini - continua il movimento politico - che la reinternalizzazione in massa del 2019 fu dovuta a una dura battaglia sindacale,  promossa da USB, costata molto cara alle maestranze, costrette a ben 12 scioperi nell’arco dei due anni precedenti, con perdita di salario e disservizi per utenti e cittadini. Solo la lotta ha portato a quell’enorme risultato, non certo l’attenzione di chi avrebbe dovuto risolvere il problema della precarietà che affliggeva quei lavoratori. A questo va aggiunto un atteggiamento di Retiambiente che discrimina USB e Cobas privilegiando la relazione con CGIL, CISL, UIL e FIADEL, protagoniste di un cortocircuito che mette a nudo l'intreccio tra le dirigenze di alto livello, le amministrazioni e l'ente pubblico votato unicamente a cristallizzare rapporti di potere a discapito delle giuste rivendicazioni dei lavoratori".

Potere al Popolo Pisa conclude: "Infatti mentre nei cantieri perveniva un volantino a firma della triplice dando ragione a USB e Cobas per portare avanti trattative unitaria, alla Prefettura è arrivato un documento delle segreterie regionali CGIL CISL UIL che smentivano le loro stesse rappresentanze locali, rivendicando invece il protocollo d'intesa siglato il 15 giugno. Potere al Popolo! Pisa appoggia senza indugi lo sciopero dei lavoratori Geofor, essenziale per determinare quel rapporto di forza in grado di ottenere, come nel 2019, risultati confacenti le esigenze di chi garantisce pulizia e sicurezza dei nostri territori. Invece di aumentare gli stipendi dei dirigenti Geofor e di spendere 190 milioni per una ennesima base militare sui nostri territori si utilizzino per potenziare Geofor e tutti i servizi pubblici".

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