Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Stop al dialogo fra Toscana Aeroporti e Palazzo Gambacorti: "Sgarbo istituzionale"

Più voci, da tutto il fronte politico locale, criticano la decisione della società

La rottura fra Pisa e Toscana Aeroporti, a parole, prosegue. Dopo l'intervento dell'amministratore delegato di Toscana Aeroporti in Consiglio Comunale, con la ferma intenzione di insistere sulla pista di Peretola, e le seguenti critiche di tutte le forze politiche pisane, la società ha recentemente stabilito in via ufficiale lo stop alle relazioni con Palazzo Gambacorti. Una presa di posizione che viene condannata nuovamente dalla politica locale. 

Ha commentato il capogruppo di Diritti in Comune Francesco Auletta: "Con la nostra mozione contro la realizzazione della nuova pista di Peretola, approvata dal Consiglio Comunale di Pisa, abbiamo evidentemente colpito nel segno, colpendo un coacervo di interessi trasversali che ruotano intorno alla realizzazione di questa grande opera inutile e devastante per il territorio. La reazione è durissima e senza precedenti da parte del soggetto privato. Un attacco inqualificabile e gravissimo alla democrazia istituzionale, alla libertà e sovranità decisionale degli enti locali, ma anche alla stampa". Lo stesso si chiede "chi ha votato nel Cda di Toscana Aeroporti a favore della decisione di rompere i rapporti con il comune di Pisa?".

Di "decisione incredibile, assurda" parla l'ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che ricorda come Toscana Aeroporti "gestisce gli aeroporti toscani sulla base di una concessione derivante da un decreto interministeriale di Ministero dei Trasporti, MEF e Ministero della Difesa, che ha nel capitale anche soci pubblici con quote rilevanti, a partire dalla Regione Toscana e compreso il Comune di Pisa. L'orientamento deciso da un Consiglio Comunale si può discutere, come vale per tutte le decisioni delle assemblee rappresentative, ma è inammissibile e inaccettabile, in un paese democratico e in Toscana, che una società gestita da un socio maggioritario privato, che gestisce un servizio di preminente interesse pubblico, possa decidere di interrompere i rapporti istituzionali con l'assemblea rappresentativa di un comune socio e della città dov'è insediato l'Aeroporto maggiore. Stento a credere che i rappresentanti dei soci pubblici presenti in consiglio di amministrazione possano avere approvato una scelta del genere".

"Siamo sinceramente rimasti interdetti - afferma Elena Meini, Consigliere regionale della Lega - nell'apprendere l'incomprensibile decisione del Cda di Toscana Aeroporti. Un fatto grave da parte di una società partecipata dalla Regione che gestisce un servizio d'interesse strategico, usufruendo pure di corposi aiuti finanziari dal settore pubblico. Un gesto che ci auguriamo il Presidente Giani voglia immediatamente stigmatizzare apertamente. Siamo fermamente convinti che le decisioni di un'assemblea democratica, com'è un'amministrazione comunale, possano anche non essere condivise, ma il rispetto non deve mai mancare".

Il Sindacato di Base Cub ricorda come dalle discussioni siano "lasciati fuori i lavoratori, soprattutto quelli degli appalti", con "soldi destinati da Banche, attraverso mutui, da Stato e Regioni, alle società gestrici degli scali, spesso senza alcuna contropartita in materia occupazionale". "Ad oggi - prosegue - Toscana aeroporti ha prorogato gli appalti e fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, non ci sono licenziamenti ma siamo certi che non arriveranno al momento in cui sarà rimosso il divieto dei licenziamenti collettivi (marzo 2021)? La situazione è straordinaria ma l'unità di intenti invocata dalla società stride con il fatto che a sindacati ed enti locali viene sostanzialmente impedito di esprimere critiche all'operato della società stessa, ad esempio viene bandita la critica al potenziamento dello scalo di Firenze nonostante le innumerevoli criticità che spingono a spostare decine di voli a Pisa e Bologna. E' impedita poi ogni critica alle strategie industriali che hanno consegnato lo scalo di Pisa al low cost spostando su Firenze i voli di merci. E ai consiglieri comunali, oggi barricadieri, vorremmo ricordare che la forza di Toscana Aeroporti è dovuta alla debolezza della politica che scelse di cedere le quote azionarie pubbliche, che stese tappeti ai proprietari di compagnie di volo che non rispettavano gli accordi sindacali, a questi signori è stata quasi consegnata la chiave della città, presentati come autentici benefattori quando invece negavano scientemente il diritto del lavoro".

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