Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

L'Altra San Giuliano: "Non sono i piani PEEP ad attenuare l'emergenza abitativa"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Alloggi Popolari”: la mente corre subito subito ai condomini, ai quartieri che in passato gli enti pubblici (Stato e Regioni) provvedevano a realizzare con proprie risorse e successivamente ad assegnare a canone contenuto attraverso graduatorie pubbliche ai cittadini meno abbienti. I PEEP (Piani per l’edilizia economica e popolare ) proprio per come erano stati concepiti servivano a dare una casa a chi non l’aveva e non se la sarebbe mai potuta permettere nel regime del libero mercato.

Oggi, fase storica della dismissione di tutto ciò che è pubblico, i PEEP sono stati dirottati alla sola edilizia agevolata, realizzata da privati (promotori immobiliari o cooperative edilizie) in cui gli operatori pubblici hanno ruoli marginali, destinata a fornire alloggi in locazione o in proprietà a categorie sociali collocate ben oltre la soglia di povertà. Le aree PEEP sono individuate dal Comune all’interno del Piano Regolatore e il soggetto che concorre all'assegnazione è caricato di tutte le spese inerenti la loro realizzazione compresi l’esproprio e le opere di urbanizzazione ed è d’altro canto obbligato a costruire secondo massimali di costo imposti dalla Regione.

Per questi motivi quando l'altro giorno abbiamo letto sulla stampa della costruzioni di 108 “alloggi popolari” a San Giuliano non sapevamo se ridere per la bufala o rattristarci pensando alle false aspettative che si stavano creando.

Riepilogando: il Comune di San Giuliano ha individuato un piano PEEP che per vari motivi dal 2006 ad oggi non è stato realizzato. Certo la crisi ha fatto la sua parte ma a nostro avviso la causa è da ricercare anche in una previsione urbanistica inadeguata e inefficace: i comparti PEEP, così come individuati, evidentemente non avevano i requisiti di convenienza per essere costruiti, visti l’enorme quantità di opere di urbanizzazione, i costi di esproprio ed i massimali di costo imposti, rispetto alle quantità di volume e superficie realizzabili.

Se come dice l'amministrazione, le previsioni urbanistiche non sono variate, ma si è modificato il Regolamento solo per adeguarlo ai nuovi quadri normativi regionali e nazionali si rischia non solo di fare propaganda su una questione dolorosa e aperta come è il diritto alla casa, ma andando avanti di questo passo, di aggravare ancor più la già grave crisi di alloggi per le fasce sociali svantaggiate.

Da sempre pensiamo e proponiamo che gli enti pubblici debbano essere attori principali in una politica sulla casa che tenda davvero a ridurre il disagio abitativo e si faccia carico davvero della realizzazione di alloggi popolari.

Per questo auspichiamo che ben presto le previsioni urbanistiche di quelle aree vengano riviste e modificate e che nuovi strumenti vengano progettati con spirito innovativo e lungimirante, che a San Giuliano come nei comuni dell'area pisana, si adottino i sistemi dell’autorecupero e dell’autocostruzione con la giusta convinzione e determinazione, che si utilizzino gli alloggi invenduti e che si ricorra anche a sistemi diversi, come la requisizione temporanea con canone concertato, per il reperimento di alloggi sociali.

Solo con queste misure l'amministrazione Di Maio potrà non illudere coloro che vedono tradito il loro diritto alla casa e svolgere davvero la funzione di interesse generale e di riduzione del disagio abitativo, nella salvaguardia della coesione sociale.

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