Politica

L'Anpi dice no ad una riforma sbagliata

Le motivazioni del NO al referendum sulla riforma costituzionale dell'ANPI, sintetizzate dal Presidente provinciale Bruno Possenti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Costituzione è il patto fondativo della convivenza di una comunità nazionale. Stabilisce i diritti inviolabili dei cittadini e le garanzie per le minoranze.

La nostra fu elaborata da un'Assemblea, eletta con il metodo proporzionale, che rappresentava tutti gli italiani. Fu approvata da tutte le componenti politiche e culturali che avevano contribuito alla liberazione dalla dittatura fascista e dalla occupazione tedesca.

Recentemente il Parlamento ha approvato la modifica di ben 47 articoli. Il 4 dicembre saremo chiamati ad esprimerci in un referendum di grande importanza.

L'ANPI non condivide la "riforma". Chiede agli italiani di votare NO. Ha maturato la propria decisione a stragrande maggioranza dei 124.000 iscritti in circa 3.000 congressi di sezione, in 110 congressi provinciali, nel congresso nazionale di Rimini.

Ritiene la "riforma" sbagliata perché approvata fra risse e forzature di ogni genere da un Parlamento delegittimato politicamente dalla sentenza della Corte costituzionale 1/2014.

Sbagliata perché crea un Senato dotato di importanti competenze a cui i 74 Consiglieri regionali ed i 21 Sindaci nominati Senatori di seconda mano ed a tempo parziale non potranno materialmente far fronte.

Sbagliata perché gabella per Camera delle autonomie territoriali un consesso che inevitabilmente sarà una camera politica con maggioranza e minoranza.

Sbagliata perché sostituisce al procedimento legislativo bicamerale un numero di procedimenti non ben definito (si parla di nove) che daranno adito ad una palude di contenziosi.

Sbagliata perché non costituzionalizza la tutela delle opposizioni, ma la rimanda ai regolamenti parlamentari, che potranno essere approvati a suo piacimento dalla maggioranza.

Sbagliata perché sposta importanti competenze dalle Regioni a statuto ordinario verso lo Stato centrale e non tocca i privilegi delle cinque Regioni a statuto speciale. Anzi, li rafforza.

Sbagliata perché, combinandosi con la legge elettorale, rischia di concentrare il potere in poche mani, con uno snaturamento della democrazia nata dalla Resistenza e lo scivolamento verso una democrazia di tipo plebiscitario. E per tante altre ragioni.

A Pisa l'ANPI è legata da un protocollo d'intesa con l'ARCI e la CGIL territoriali. Insieme siamo impegnati nella promozione di una campagna di informazione sui contenuti della "riforma" e sulle motivazioni del NO. Partecipiamo a dibattiti con i sostenitori del SÌ ovunque se ne presenti l'occasione.

Se il confronto si svolgerà in maniera civile, sarà utile per consentire ai cittadini di decidere consapevolmente. Sarà un'occasione per riqualificare l'idea di politica.

Bruno Possenti
Presidente provinciale ANPI Pisa

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Anpi dice no ad una riforma sbagliata

PisaToday è in caricamento