Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

L'UDC sulla situazione delle politiche abitative a Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Sabato si terrà a Pisa un’azione provocatoria lanciata da Rifondazione Comunista, insieme all’Unione Inquilini e il Sicet-Cisl. L’iniziativa prevede un “sommario” censimento, con l’esposizione di un fiocco rosso su ogni casa che risulterà sfitta da questo sopralluogo. Come Unione di Centro esprimiamo la nostra netta contrarietà ad un’iniziativa dal forte sapore ideologico, con un “velato” incitamento all’“esproprio proletario”. Anzi, visti i precedenti nella nostra città, questo censimento ci pare proprio la premessa per successive occupazioni di edifici da parte dei soliti noti.

Per risolvere il problema legato agli alloggi crediamo sia opportuno lasciare da parte  vecchie ideologie, lavorando insieme con azioni e politiche mirate, per modificare radicalmente un settore che sta contribuendo negli anni a creare ingiustizie tra le fasce più deboli della popolazione.

Innanzitutto sarebbe opportuno agire contro l’irregolarità di alcuni affitti, attivando maggiori controlli su coloro che nella nostra città continuano ad affittare in nero, specialmente agli studenti. Allo stesso tempo la politica dovrebbe togliere certe rigidità nel settore e tutelare di più quei proprietari che sarebbero disponibili a mettere sul mercato i propri appartamenti, ma magari solo per qualche anno; e preferiscono tenerli vuoti di fronte ad un sistema troppo rigido. In questo senso l’Agenzia Casa del Comune, strumento lanciato (ma mai decollato) per aiutare la cosiddetta “fascia grigia” di nuclei familiari, interveniva su questo aspetto, facendosi garante direttamente di fronte ai proprietari di eventuali problemi di insolvenza da parte degli inquilini.

Esiste poi il problema dei cosiddetti “alloggi popolari”. Di fronte a crescenti richieste da parte di nuclei familiari in difficoltà, crediamo che serva una profonda revisione del sistema dell’attribuzione degli alloggi, per un cambiamento che deve essere innanzitutto culturale. Questo per evitare l’ingiustizia di chi da generazioni usufruisce dell’alloggio, che diventa una sorta di proprietà per la vita, da passare poi a figli e nipoti, a discapito di molte altre famiglie che ne avrebbero diritto. Tutto questo emerge  da diversi studi, che mostrano come il 42% dei nuclei che ricevono il sostegno pubblico non sarebbero poveri, di fronte a sempre più fasce di famiglie indigenti che invece restano fuori dagli aiuti pubblici.

Per evitare tutto ciò sarebbe da incentivare l’utilizzo di strumenti più flessibili, come quello dei voucher e dei contributi per gli affitti, da utilizzare negli alloggi di proprietà pubblica e privata,  al posto della classiche politiche pubbliche tese alla costruzione di nuovi alloggi, che tra l’altro “mangiano” territorio, togliendo spazio verde a danno dell’ambiente e della  vivibilità delle nostre città. Per non parlare del degrado in cui questi edifici si vengono a trovare dopo qualche anno. A questo proposito basta vedere quanti sono gli alloggi di proprietà comunale che si trovano vuoti perché non ci sono i soldi per le ristrutturazioni e per una corretta manutenzione.

Le sfide per il futuro si giocano secondo noi mettendo nel settore molte idee nuove e molto coraggio, superando le politiche portate avanti fino ad oggi, che rischiano di accentuare i conflitti sociali tra poveri (vecchi e nuovi; italiani o non italiani), sia le iniziative ideologiche, come quella prevista sabato, che rischia di allontanare ancora di più i proprietari di alloggi da chi di un alloggio ha bisogno.

 

Ufficio politiche abitative UDC Pisa                   

Luca Titoni -  capogruppo UDC Comune di Pisa

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