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La Bfs-Issoreco in favore del cambio di nome di via D'Achiardi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa e l'Associazione amici della Biblioteca reputano grave la scelta del Consiglio comunale di Pisa di bocciare la proposta avanzata da Michele Battini, Michele Edmin e Davide Guadagni, a cui avevano aderito la Comunità ebraica, l’ANPI, l’Associazione ex deportati nei campi nazisti di Pisa, con un appello firmato da oltre 22.000 persone, per sostituire il nome della via intitolata all'ex rettore Giovanni D'Achiardi, responsabile dell'applicazione delle leggi razziali nell'Università di Pisa, con quello di Raffaello Menasci, docente e medico espulso dall'Ateneo pisano e poi rastrellato nel ghetto di Roma e quindi deportato e ucciso ad Auschwitz. Gli esponenti più informati della maggioranza hanno portato della documentazione per motivare il voto contrario: gli atti della commissione toponomastica del 1962, il profilo di D'Achiardi del Dizionario Biografico Italiano della Treccani firmato da Franco Sartori nel 1985, un brano di un saggio di Ilaria Pavan del 2009. Si tratta di testi che pongono problemi importanti, come la rimozione in epoca repubblicana delle responsabilità italiane nei confronti della Shoah e il ruolo degli esecutori di leggi ingiuste e criminali, di cui è necessario discutere approfonditamente, ma che non possono giustificare un rifiuto della proposta su via D'Achiardi. Come istituzioni culturali intitolate a Franco Serantini siamo particolarmente sensibili al tema della odonomastica cittadina, in particolare come Istituto storico della resistenza della provincia pisana ci preme che sul fascismo e l'antisemitismo il confronto rimanga su un livello culturale informato e consapevole. Invitiamo tutti ad una riflessione storica e informata sulle responsabilità di chi ha ricoperto ruoli pubblici durante la dittatura fascista, al di là delle considerazioni strumentali e politiche che lasciano il tempo che trovano e soprattutto creano zone d'ombra dove si invertono i ruoli tra carnefici e vittime.

Biblioteca Franco Serantini Istituto di storia sociale, della Resistenza e dell'età contemporanea della provincia di Pisa

Associazione amici della Biblioteca Franco Serantini Ghezzano (PI)

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