Lettera alle Sardine di Pisa su Giani e Montanelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Care Sardine di Pisa avete ragione,

ho letto con attenzione l'appello che avete rivolto al Presidente del Consiglio Eugenio Giani e voglio dire pubblicamente che sono d'accordo con voi. 

In questi mesi avete svolto un ruolo importante per riportare al centro del dibattito politico contenuti e un vocabolario che fossero diametralmente opposti rispetto a quelli del cattivismo e della peggiore destra italiana, richiamando il nostro impegno a fondarsi sui valori dell'accoglienza, dell'uguaglianza, della solidarietà e dell'antifascismo, per aumentare i diritti sociali e quelli civili. 

I messaggi che noi politici mandiamo, le parole che utilizziamo, segnano lo stile e la civiltà del nostro tempo. Come donna e come Consigliera Regionale mi unisco alla vostra valutazione su quanto sia sbagliato, come segnale, abbandonarsi alle acritiche difese di ufficio di una persona e di un professionista come Indro Montanelli, addirittura annunciando delle azioni per valorizzarlo. È una posizione, la mia, che non attiene al contributo di valore che Montanelli diede al giornalismo italiano, così come rifiuto l'idea che un'aspra critica alla sua figura venga velenosamente accusata di ignorarne lo spessore intellettuale o fatti dolorosi come la sua deprecabile gambizzazione da parte delle BR. Stiamo parlando d'altro. Non voglio tornare a narrare la vicenda dell'acquisto della sua sposa africana minorenne, né del dettagliato racconto della violenza carnale che ne seguì e che il giornalista raccontò molti anni dopo con fredda dovizia di particolari, senza nessuna ombra di pentimento. Non mi dilungo neanche sul suo giudizio mai del tutto risolto sul fascismo. Avete ragione quando ci ricordate quanto sia sbagliato accomodarsi sull' "erano tempi diversi", poiché anche a quei "tempi diversi" moltissime persone vivevano e agivano per cambiare quelle ingiustizie della società, promuovendo un futuro migliore, talvolta pagando prezzi altissimi.

La società che io vorrei nel nostro presente e nel nostro futuro è profondamente diversa da quella che Montanelli ha sempre teorizzato, promosso e difeso. Sono convinta che sia così anche per il Presidente Giani e, sapendo bene quanta attenzione pone su questi temi delicati, spero ascolti il vostro il richiamo. In un tempo in cui ci sono nuovi schiavi invisibili, in cui dall'Africa fuggono migliaia di persone e in cui è ancora lungo il cammino per il pieno rispetto e la piena uguaglianza di noi donne non dobbiamo dare messaggi sbagliati, semplicistici e in contrasto con la società che ogni giorno ci impegniamo a costruire.

Dunque vi ringrazio per questo nuovo richiamo civico e civile, sperando che insieme si possa costruire davvero una politica e un mondo migliori, a partire dalle cose che si dicono, per arrivare a quelle che si fanno. Non mancheranno le occasioni.

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