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Licenziamenti alla Carlo Colombo, Ucic-Prc: "Modello predatorio che produce disoccupazione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

68 operai licenziati, un secco no alla concessione temporanea della cassa integrazione, una totale chiusura rispetto a possibili percorsi per mantenere il sito industriale, e il rifiuto persino a partecipare al tavolo previsto al Ministero per il 30 giugno.
E’ questo l’arrogante e insopportabile comportamento della Carlo Colombo, specchio chiaro e pulito della strategia seguita dalle multinazionali: lanciare subito la chiusura dei siti produttivi e mettere in mobilità le maestranze, ovvero licenziarle senza attivare preventivamente alcun tavolo “pre-crisi”.

Questo potere, esercitato senza mediazioni, con una forza che non ha contraltari nei confronti sia dei lavoratori sia delle istituzioni non è un fatto naturale ma il frutto di precise scelte politiche che sono state fatte negli ultimi dieci anni e che hanno smantellato pezzo per pezzo il sistema di contrappesi tra parte datoriale e lavoratori.

Occorre smascherare il modus operandi di queste aziende che agiscono così solo in nome del profitto: i 68 licenziamenti della Carlo Colombo non sono dovuti prevalentemente a difficoltà di mercato, nonostante la crisi economica perdurante, ma ad operazione finanziarie speculative, il cui conto si fa pagare prima di tutto ai lavoratori.

Si tratta di un durissimo colpo per le decine di operai della Colombo e delle loro famiglie. E’ dovere della politica dare un forte segnale ad un azienda che non ha avuto remore a chiudere lo stabilimento.

Le istituzioni preposte non devono concedere nessuna benevola attenzione nelle procedure di smantellamento del sito produttivo: né economica, né inerente alla bonifica e riqualificazione ambientale che deve avvenire nel pieno rispetto delle leggi. Sollecitiamo in questo senso le istituzioni ad attivare la massima vigilanza e controllo. Da parte nostra presenteremo sia in Comune sia Regione atti ispettivi per una verifica puntuale su tutti questi aspetti comprese eventuali agevolazioni ricevute dall’azienda dal sistema pubblico

Al contempo le istituzioni devono far pesare il proprio ruolo per promuovere un percorso di efficace reinserimento dei lavoratori nel mondo produttivo; mentre la parte datoriale non può non farsi carico di questa fase intermedia che i lavoratori dovranno affrontare e di cui gli amministratori della Carlo Colombo ne sono pienamente responsabili.

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