Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Mala Servanen Jin occupata: Rifondazione Comunista al fianco degli attivisti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

I circoli di Rifondazione Comunista di Pisa stanno con Mala Servanen Jin occupata, la "Casa delle donne che combattono". Come le donne del Kurdistan sono una trincea di civiltà contro la barbarie della guerra e del terrorismo, anche le donne che nella giornata di sciopero globale dell'8 marzo hanno liberato l'ex struttura di accoglienza di via Garibaldi sono per noi una trincea di resistenza. Resistenza contro la violenza della crisi e di chi la usa per sfruttarci e impoverirci, per tagliarci diritti e servizi, per dividerci e isolarci in modo da poterci meglio governare.

Là dove l'amministrazione comunale di Pisa aveva creato vuoto e degrado, lasciando per anni abbandonata una struttura finanziata con soldi pubblici e destinata a fini sociali, le "donne che combattono" hanno aperto uno spazio comune e vitale. Vi troveranno casa innanzitutto altre donne sfrattate e in difficoltà, ma vi troverà casa soprattutto un'idea diversa di società, in cui al primo posto non sta la rendita o il profitto o l'esercizio del potere, ma stanno le persone con i loro bisogni, la loro autonomia e la loro dignità. L'amministrazione comunale ha dimostrato di non avere né le idee né la volontà politica di utilizzare adeguatamente questo spazio: impari da queste donne come si tutelano i beni comuni e si costruisce comunità. Rispetti questo progetto, invece di osteggiarlo o peggio reprimerlo. Esca dal suo palazzo e veda quanta solidarietà spontanea ha subito circondato questa Casa da parte dei vicini, del quartiere e delle scuole della zona.

Noi faremo la nostra parte per sostenere Mala Servanen Jin occupata, con una cassa di resistenza e con una raccolta di beni e materiali di uso comune, che serviranno per arredare e rendere accogliente gli spazi finalmente ripuliti e recuperati di via Garibaldi 190. Chiediamo alla cittadinanza, alle associazioni, ai sindacati, alle organizzazioni politiche di riconoscere il valore di questo progetto e di sostenerlo come possono. È da esperienze di lotta e di auto-gestione come queste che possiamo trovare, tutte e tutti insieme, la forza per unirci contro la crisi e contro chi, dopo averla prodotta, ce la vuole pure far pagare.

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