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Manifesti antiabortisti in città, anche Pd e Sinistra Italiana ne chiedono la rimozione

I due partiti politici si schierano al fianco di Una città in comune che ha presentato una mozione urgente in Consiglio comunale

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"Ci fa inorridire la campagna di manifesti antiabortisti apparsa in città negli spazi di affissione comunale. Nessuno spazio di pubblica affissione deve essere concesso a queste associazioni. Tutte le scelte che riguardano i corpi e le decisioni soggettive delle donne non devono essere messe in discussione mai, tantomeno tramite manifesti pubblicitari". Ad intervenire, dopo Una città in comune, sui manifesti affissi dall'associazione Provita è il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Bruni che sottolinea che "associazioni come Provita e Famiglia sono vere e proprie lobby con l’unico scopo di manipolare l’opinione pubblica e fare pressioni sulla classe politica. A Pisa, la Giunta è stata fin troppo volenterosa nei confronti delle richieste di questo genere di associazioni. Ricordiamo il convegno di pochi mesi fa ospitato in Sala delle Baleari in cui l’assessora Bonanno si è inchinata di fronte all’associazione Family Day affermando una linea debole e di sudditanza alle posizioni di quella che non è nient’altro un’organizzazione di cittadini privati che si mobilitano contro la libera scelta delle donne. Alla nostra interrogazione l’assessora non ha saputo rispondere, probabilmente consapevole e imbarazzata dall’insufficienza dell’operato del proprio Assessorato su questi temi in questi primi mesi di mandato".

"Iniziative come quella non hanno alcun obbiettivo se non quello di tentare di disintegrare i già pochi passi in avanti fatti in questo paese grazie ai movimenti femministi. Ribadiamo ancora una volta il nostro sdegno alla concessione del patrocinio a un simile evento e rilanciamo la nostra proposta di modifica del regolamento comunale sulla concessione dello stesso - prosegue Bruni - inaccettabile che l’assessora Bonanno sia stata presente portando i saluti dell’amministrazione, tacendo completamente sulla campagna promossa dall’Associazione Family Day per obbligare le donne intenzionate a interrompere la gravidanza ad ascoltare il battito del feto. Questo tipo di messaggio è paradossale: dare la voce a un feto per sottrarla alle donne, considerandole incapaci di prendere autonomamente delle decisioni o di chiedere aiuto, semmai, alle strutture pubbliche per essere sostenute e aiutate in percorsi complessi".

"Praticare l’interruzione di gravidanza è un diritto e come Partito Democratico vogliamo ribadire che ogni scelta soggettiva delle donne deve essere rispettata, senza se e senza ma. Non ci può essere nessun tipo di intromissione esterna e tantomeno di marketing pubblicitario sulla pelle delle donne - prosegue Bruni - con la mozione per la rimozione manifesti campagna antiabortista presentata da Una città in comune, il Consiglio comunale può scegliere di andare nella giusta direzione: alla faccia di chi specula e odia nel profondo, negli spazi di pubblica affissione pisani non dovranno essere contemplati i messaggi misogini, che calpestano la dignità e la soggettività delle donne".

Per la segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa Anna Piu si tratta di manifesti che "subdolamente attaccano il diritto della persona gestante all’interruzione volontaria di gravidanza e la propria autodeterminazione, alimentando la retorica stigmatizzante del dolore e della colpa per chi decide liberamente di ricorrere all’IVG. È necessario che tutte le amministrazioni locali intervengano per la rimozione immediata dei manifesti anche alla luce di quanto previsto dal Codice della Strada all'art. 23 comma 4-bis, modificato dalla legge 156 del 9 novembre 2021, che vieta ogni tipo di pubblicità sessista o lesiva del rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili e politici”.

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