Domenica, 26 Settembre 2021
Politica Cascina

Migranti, stop all'accoglienza della Ceccardi: a rischio il tavolo con la Prefettura

Posizione contraria all'arrivo dei profughi espressa dalla neo sindaco di Cascina alla riunione in Prefettura. Interviene il deputato Pd Gelli: "La questione migranti non è un gioco"

Spaccatura nel fronte accoglienza migranti all'assemblea dei sindaci in Prefettura. La neo sindaco di Cascina Susanna Ceccardi ha ribadito le proprie posizioni contrarie a nuovi arrivi nel territorio comunale espresse durante la campagna elettorale, mentre la Prefettura comunica che "la riunione si è purtroppo conclusa senza che sia stato possibile individuare ulteriori strutture alloggiative e pertanto, il territorio provinciale, allo stato attuale, non è in grado di garantire un'accoglienza propria dei parametri di quella diffusa, concordata a livello regionale".

Sono attesi dall'ufficio territoriale del governo numerosi nuovi sbarchi, dovuti al bel tempo. "Tale pesante situazione - prosegue la Prefettura - va inquadrata all'interno di un fenomeno migratorio di portata internazionale. Ciò comporta da parte di questo Ufficio una linea di indirizzo che non può prescindere dalla collaborazione di tutti i Comuni ed Enti Pubblici e Privati, né lascia discrezionalità circa la collocazione dei migranti nei territori dove si individueranno soluzioni alloggiative".

CECCARDI. "Ci sono nuovi profughi da ripartire sulla provincia di Pisa - scrive su Facebook la Ceccardi - la Prefettura chiede di innalzare le quote per ciascun comune. Tutti tacciono, rompo io il silenzio. Mi presento: sono il nuovo sindaco di Cascina e credo che al di là delle singole quote, bisogna fare un ragionamento di più ampio respiro. A questo tavolo ci sono seduti tantissimi sindaci che nelle proprie linee programmatiche hanno detto sì all'accoglienza. Io invece sono stata chiara coi miei cittadini: non condivido la gestione dell'immigrazione a livello nazionale e a livello europeo, nel rispetto dell'autonomia dei territori e del mandato politico che mi è stato affidato mi batterò fino alla fine finché non arrivino altri finti profughi sul nostro comune. Li prendano quei sindaci che sostengono o sono sostenuti da questo governo. Cascina ha dato un segnale chiaro: in direzione ostinata e contraria".

GELLI (PD). Una presa di posizione che potrebbe rompere gli equilibri fino ad ora stabili, facendo saltare il tavolo territoriale. Sul tema è intervenuto il deputato Pd e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sui migranti Federico Gelli: "La volontà del sindaco di Cascina Susanna Ceccardi di interrompere ogni collaborazione con la Prefettura la considero di una gravità assoluta. In un contesto di emergenza che tutto il Paese sta vivendo e dove ognuno deve fare la sua parte, Ceccardi evidentemente inesperta e ancora inebriata dai fumi della campagna elettorale, pensa che sia tutto un gioco".

"Abbiamo il dovere - spiega Gelli - come chiesto dall'Unione Europea di garantire il rispetto dei diritti umani di chi fugge dalla guerra, dalle sofferenze e dalle torture ed è questo ciò che dobbiamo fare: preoccuparci di accogliere queste persone nel miglior modo possibile come ho visto in tanti luoghi che ho visitato in questi mesi con la Commissione".

Poi un nuovo affondo contro la prima cittadina leghista: "Nemmeno il tempo di insediarsi che Ceccardi si lascia andare in affermazioni irresponsabili e demagogiche. Prendiamo atto che il sindaco ha cominciato il suo mandato ancora inconsapevole del ruolo che è stata chiamata a ricoprire. I problemi prioritari per Cascina non sono certo dovuti alla presenza di migranti e quanto avviene in quel territorio rispetta a pieno quello che ogni Comune ha il compito di osservare per gestire al meglio il sistema di accoglienza diffusa previsto dalla Regione Toscana. Il ruolo del primo cittadino deve essere quello di confrontarsi con i problemi della città in modo responsabile".

"Voglio infine ricordare a Ceccardi - conclude Gelli - che se un sindaco si sottrae ad accordi consensuali l'effetto non sarà la fine dell'affluenza dei profughi sul territorio, ma sarà quello di lasciare l'intera gestione del fenomeno migratorio alla prefettura. Un comportamento gravissimo e irrispettoso nei confronti del lavoro di tutti i suoi colleghi sindaci ben più responsabili di lei".

SOCIETA' DELLA SALUTE. La Presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi, insieme a quello dell'Unione della Valdera e sindaco di Bientina Corrado Guidi e David Spalletti, assessore alle politiche sociali di San Miniato, esprimono preoccupazione per la situazione. Prima il rammarico per l'assenza del prefetto: "La sua presenza sarebbe stata decisiva date le dimensioni che il fenomeno sta assumendo - dice la Capuzzi - avremmo voluto sentire da lui come intende gestire il fenomeno che probabilmente si acuirà nelle prossime settimane e in particolare se davvero il Centro della Tinaia di Cascina, dove attualmente sono accolti 32 richiedenti asilo, sarà chiuso e soprattutto che atteggiamento terrà nei confronti della volontà espressa da un singolo comune di venir meno unilateralmente dall'impegno condiviso nel far fronte all'emergenza profughi".

"Vogliamo capire - aggiunge Guidi - se nel nostro territorio esiste ancora quel dovere di solidarietà istituzionale per dare risposta a un'emergenza grave e reale e che si sostanzia non certo nel fare da stampella a questo governo piuttosto che a un altro, ma nel offrire accoglienza a uomini, donne e bambini in fuga da guerra e disperazione. Tanto per essere chiari nel territorio dell'Unione della Valdera abbiamo iniziato i percorsi d'accoglienza nei confronti dei profughi nell'estate 2010, in occasione delle primissima emergenza Nord Africa, quando il Presidente del Consiglio era Berlusconi e il Ministro dell'Interno Maroni".

Il pericolo per Spalletti è chiaro: "Se viene meno il vincolo di solidarietà istituzionale, il rischio è che vacilli anche quel modello di accoglienza diffusa che sinora, in Toscana, ci ha permesso di gestire in modo accettabile quest'emergenza e che per accogliere i nuovi arrivati si debba ricorrere a tendopoli e altre soluzioni di molto più difficile gestione rispetto a quelle messe in campo sino ad oggi".

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