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Moschea: "L'amministrazione rilasci il permesso a costruire"

Diritti in Comune chiede che proceda l'iter, dopo il via libera degli enti preposti alla valutazione del progetto

Torna sul nodo moschea il gruppo consiliare di Diritti in Comune, chiedendo che l'iter amministrativo proceda "senza ulteriori ritardi", con il rilascio del permesso a costruire. Cioè, in sostanza, che si avvii in modo definitvo la procedura per realizzare l'opera. Una spinta che nasce dai "via libera sia da parte della Soprintendenza sia della Commissione Paesaggistica al progetto, per la realizzazione di un centro culturale con annesso luogo di culto in via Chiarugi".

La questione, all'apparenza solo amministrativa, è ancora politica: "Nel frattempo la maggioranza, in Consiglio comunale - scrivono Una città in comune, Rifondazione Comunista Pisa, Pisa Possibile - ha respinto un nostro emendamento in cui chiedevamo di modificare il Documento unico di programmazione, che annualmente accompagna il bilancio, nel punto in cui si oppone al luogo di culo e afferma: 'Per quanto riguarda il delicato caso della Moschea a Porta a Lucca, questa amministrazione non può ignorare che i cittadini del quartiere di Porta a Lucca hanno chiesto, anche con una proposta referendaria, di non concedere l’edificazione di una Moschea con un centro culturale annesso nel loro quartiere'. Con questo voto la maggioranza finge di non conoscere la realtà. La proposta referendaria è stata censurata come incostituzionale dal Comitato dei garanti nel febbraio 2018".

Il permesso a costruire, per la moschea, fu inizialmente negato nel giugno 2019, a seguito di una riconsiderazione della Soprintendenza per un errore materiale. Allora erano già richieste delle modifiche al progetto per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, modifiche poi eseguite ed accolte, anche se nel mentre era intercorsa la 'variante stadio', poi impugnata al Tar, con la sezione della moschea stralciata per la vittoria del ricorso dell'associazione islamica. "La sentenza del Tar ha intimato al sindaco di Pisa di non frapporre ostacoli pretestuosi all'esercizio del diritto di culto, per altro da parte di una comunità come quella islamica ben radicata da decenni in città. Il ministero dei beni culturali ha ritirato il ricorso al Consiglio di Stato, facendo automaticamente decadere quello della giunta Conti".

"Pensiamo che la città debba sapere ciò che l’amministrazione sta facendo per rispettare la legalità costituzionale e garantire la libertà di culto. Per questo abbiamo chiesto di discutere al più presto l’argomento in Prima commissione consiliare" conclude Diritti in Comune.

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