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Votata mozione in Consiglio Comunale sull'emergenza abitativa: "E' una bomba sociale"

La lista Diritti in Comune soddisfatta per l'adesione unanime. Fra i punti fissati c'è il recupero del patrimonio pubblico abbandonato

Sospendere gli sfratti per morosità incolpevole almeno fino al settembre 2021, alla luce della emergenza sociale ed economica provocata dalla pandemia. E’ questa la richiesta che il Consiglio comunale di Pisa fa al Governo grazie all'approvazione unanime della mozione presentata dal gruppo consiliare di Diritti in Comune.

"La questione abitativa - scrive in una nota la lista - è una bomba sociale che rischia di esplodere da un momento all'altro, a meno che non vengano presi interventi urgenti e consistenti a livello comunale, regionale e nazionale. Per questo nel documento approvato si chiede anche un 'rifinanziamento dei fondi di contributo agli affitti per far fronte al progressivo e significativo aumento delle richieste, evitando così una crescita esponenziale delle morosità incolpevoli; e una semplificazione e un accorpamento delle diverse procedure previste per il sostegno all'affitto e per il contrasto alla morosità incolpevole, sia sul fronte dell'accesso alle procedure - che tenga conto del divario digitale tra la popolazione - che su quello dei tempi di erogazione dei contributi'".

Per la lista composta da Una città in comune, Rifondazione Comunista e Pisa Possibile "servono delle politiche di rilancio della edilizia pubblica a partire dal recupero del patrimonio abbandonato. Nella nostra città e in tutta Italia sono migliaia i metri quadrati lasciati nel degrado che potrebbero essere riqualificati per garantire il diritto all’abitare. E anche su questo la mozione chiede esplicitamente 'l’individuazione di immobili pubblici inutilizzati e compatibili con finalità residenziali per poter agire sul bisogno della casa senza ipotizzare ulteriori consumi di suolo e riutilizzando in tempi rapidi il patrimonio dismesso, evitando la sua alienazione a privati'".

"Incalzeremo la giunta Conti sulla applicazione di questo importante documento - promette Diritti in Comune - che impegna il sindaco anche a 'monitorare l'evoluzione del disagio abitativo in città, informando costantemente le commissioni competenti, il Consiglio comunale e le Associazioni sindacali degli inquilini, a partire dalla condivisione dell'analisi delle domande arrivate per i bandi di contributo all'affitto, promuovendo un'indagine di approfondimento con gli uffici competenti, le associazioni degli inquilini e quelle dei proprietari per comprendere da un lato la reale domanda e offerta abitativa e dall’altro l’entità del soddisfacimento della domanda'".

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