Il futuro di Camp Darby in Consiglio Regionale: "L'area torni all'Italia"

La mozione promossa dal consigliere Pieroni (PD) è stata votata a maggioranza e impegna la Giunta a rilanciare la tematica tra le istituzioni

E' stata votata a maggioranza in Consiglio Regionale la mozione presentata da alcuni consiglieri del gruppo Pd, primo firmatario Andrea Pieroni (con Alessandra Nardini, Nicola Ciolini, Valentina Vadi e Simone Bezzini) e sottoscritta anche da Serena Spinelli (Art.1-Mdp), che impegna la Giunta Regionale ad attivarsi con il governo nazionale per “comprendere quali siano le reali prospettive operative dell’insediamento militare di Camp Darby” e rilanciare “un dibattito e un confronto tra le istituzioni locali”, per l’avvio “di un percorso, per anni auspicato, di graduale ritorno dell’area di Camp Darby nella disponibilità dell’Italia e delle comunità del territorio”.

“La presenza della base data 1954 - ha spiegato Andrea Pieroni nell’illustrazione in Aula - il tema ha implicazioni che riguardano il Governo nazionale. Gli scenari che portarono all’apertura della base sono completamente cambiati, non c’è più la guerra fredda”. E dal 2012, ha aggiunto ancora Pieroni, “non è più una base con un comando autonomo, ma di fatto una guarnigione satellitare di Vicenza, derubricata a deposito di munizioni”. Ora, ha proseguito il consigliere, c’è una necessità di “attenuazione dell’impatto ambientale”, si impone una “valutazione sulle ragioni dell’insediamento della base militare americana a Camp Darby e se questa presenza sia da considerarsi ancora attuale e necessaria”. Di qui, la mozione, “con la quale richiamiamo e sollecitiamo l’azione della Giunta regionale per rilanciare il dibattito”.

Durante la discussione il consigliere Roberto Salvini ha annunciato il voto di astensione del gruppo Lega Nord, ricordando “quando c’erano circa tremila carri armati e ci lavoravano mille e duecento persone” e si è detto dispiaciuto dell’impostazione proposta dalla mozione: “Si sta andando in una direzione completamente diversa”. Camp Darby, ha aggiunto Salvini, rimane “una base strategica”, pronta a ospitare “altri sistemi militari più moderni”.
Secondo il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, “la base militare diventerà la principale sede di stoccaggio delle armi in partenza verso nuovi teatri di guerra”. Fattori ha contestato al gruppo Pd di aver “dato il via libera al potenziamento della base, quando era il momento di opporsi. Ora sono stati investiti 45milioni di euro, la riconversione è molto più lontana” e ha ricordato una mozione respinta dalla maggioranza.
“Tutti sanno il perché dell’ampliamento della base”, ha dichiarato la consigliera Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt), che ha citato un comunicato di Medicina democratica: “Migliaia di tonnellate di armamenti saranno imbarcate per la guerra in Siria e Yemen”.
Secondo Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) “colpisce l’ingenuità con cui si pensa di parlare di rilancio del dibattito, quando si conoscono benissimo le prospettive della base, si sa benissimo che le decisioni sono già state prese”. Di qui l’annuncio del voto contrario anche del gruppo M5S.

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