Elezioni: "No all'accorpamento del voto"

L’ipotesi di accorpare in una unica data, il prossimo 13 settembre, il voto per le elezioni amministrative e regionali e il referendum costituzionale non può che essere fermamente respinta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

L’ipotesi di accorpare in una unica data, il prossimo 13 settembre, il voto per le elezioni amministrative e regionali e il referendum costituzionale non può che essere fermamente respinta. Le motivazioni addotte sono legate, oltre che al risparmio economico, all’effetto climatico sulla diffusione del COVID-19, ma non possono giustificare il rischio di banalizzare il significato politico delle consultazioni. Anche volendo trascurare il rilievo crescente delle elezioni regionali in una fase che sta rimettendo in discussione le conseguenze della riforma dalemiana del Titolo V (del 2001), e impone l’annullamento del processo di concessione di ulteriori autonomie differenziate, non è lecito dimenticare che le cittadine e i cittadini sono chiamati a esprimersi sulla profonda modifica della composizione del Parlamento, struttura portante del sistema rappresentativo mediante il quale esercitano quella sovranità che la Costituzione riconosce loro. E’ necessario evitare il rischio che una importante scelta istituzionale venga in qualche modo ‘inquinata’ da fattori localistici e da una partecipazione differenziata a livello geografico. Non sappiamo ancora, alla vigilia di una estate che si presenta drammatica, in quali condizioni si eserciterebbe il voto, che rischierebbe di contribuire a un inizio caotico dell’anno scolastico, sarebbe asimmetrico (non si vota in tutte le regioni) e si svolgerebbe dopo una campagna elettorale necessariamente affrettata e assolutamente insufficiente a garantire una corretta informazione dell’elettorato, privilegiando (ancora una volta) quanti detengono il controllo dei grandi mezzi di informazione. Per questi motivi chiediamo alle segreterie delle forze politiche toscane di esprimersi contro l’ipotesi dell’election day, che costituirebbe una ulteriore compressione del diritto dei cittadini a un sereno e informato processo decisionale e impedirebbe l’approfondimento delle tematiche più direttamente legate al territorio regionale, questa volta difficilmente giustificabile; chiediamo inoltre al Governo una fase di riflessione e la consultazione (peraltro a suo tempo prevista) anche dei comitati referendari.

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